UN MUSEO 2.0 che va oltre lo scenografico allestimento di Confino. Con più contenuti storici e scientifici, tutti digitali. E strumenti tecnologici di ultima generazione, come i tablet forniti dalla Apple, che accompagnano il visitatore lungo il percorso. A tre anni dall'apertura, il direttore Rodolfo Gaffino Rossi anticipa a Repubblica il nuovo Mauto, il Museo dell'Automobile che verrà inaugurato il 16 settembre con una grande festa, per cui potrebbe arrivare il contributo creativo di Lapo Elkann. Ma non è la tecnologia a 360 chiunque, varcando l'ingresso, entrerà in una rete wireless e potrà scaricare sullo smartphone un'app con i dati sulle 30 sezioni l'unica novità prevista dall'autunno. Si potrà visitare su prenotazione il garage, lo spazio interrato di duemila metri quadrati che ospita 70 "perle" della collezione, alcune delle quali avranno il vincolo della soprintendenza in quanto beni storici (un esempio per tutti, la Lancia Lambda di Vincenzo Lancia). Lì sarà aperto il laboratorio di restauro per le auto bisognose di cure: il pubblico potrà assistere alle varie fasi di restyling, a partire dal "carro di Bordino", considerata la prima auto al mondo, del 1854, per la quale arriveranno in soccorso i tecnici del Centro di Venaria. È stata inoltre potenziata la sezione del design, con approfondimenti interattivi sul car design e la sua evoluzione. Si è creato un "tunnel della creatività", in cui si racconta il percorso del designer, dalla matita al modello, mentre uno schermo a parete riassume il percorso di 400 protagonisti dall'inizio '900 a oggi, da Battista Farina il mitico Pinifarina fino a Sacco, Castriota, Zapatinas. «Non volevo la Gardaland dell'automobile, un museo deve potere fornire approfondimenti e a questo abbiamo lavorato negli ultimi anni, per accompagnare il visitatore nella storia attraverso l'auto dice Gaffino Rossi. Oggi si può dire che il museo è completato: sia nei contenuti (per esempio abbiamo aggiunto nella sezione del Futurismo un video con riferimenti all'arte), sia negli allestimenti e nelle tecnologie ». Per scrivere la parola fine si sono utilizzati i fondi accantonati dalle erogazioni della Compagnia di San Paolo, sponsor del museo assieme a Fondazione Crt, Regione, Provincia, Camera di Commercio. E ad Automobile Club Italia, che ha fornito tra l'altro per il comparto Education un filmato sulle regole della strada utile anche per i bambini e un simulatore di guida, per gli over 18 patentati. Trentatré milioni in tutto sono stati erogati dai primi anni del 2000 tra l'edificio su cui è intervenuto Cino Zucchi e l'allestimento di Confino fino a oggi, per quello che il Time ha classificato di recente come il primo museo al mondo del settore. Duecentomila visitatori nel 2013 (l'80 stranieri), il Mauto vive per il 70 di risorse proprie, tra biglietti, convegni, affitto degli spazi, eventi nella "piazza" del piano terreno, le serate e le cene. «Ci manteniamo in gran parte anche perché abbiamo una struttura leggera, fatta di dieci persone, di cui 6 donne: non si può dire che non si siano applicate le quote rosa» continua Gaffino Rossi. Tra gli obiettivi, c'è ora quello di un maggiore radicamento nella città: «Questo è un museo da frequentare più che da visitare, eppure arrivano soprattutto persone da fuori. Negli ultimi tempi poi è in crescita il turismo industriale, legato al radicamento di nuove realtà straniere, dai tedeschi della Wolkswagen a Moncalieri ai cinesi del Changan Designer Center di Rivoli. Adesso aspettiamo più torinesi».