I cantieri minacciano la Selva- "I camion partono a tutte le ore" I TELEFONI di Roberto Zizzi e Gennaro Di Ceglie sono incandescenti. Da qualche giorno, in concomitanza con l'avvio delle lottizzazioni decise dalla giunta comunale di Fasano guidata dal forzista Vito Ammirabile, i due esponenti del direttivo provinciale dei Verdi sono bombardati di telefonate: la gente protesta contro gli scempi annunciati e in parte già attuati, chiedendo a loro sulle barricate ambientaliste da sempre di intervenire contro la strage di alberi secolari. «È trascorso quasi un anno da quando abbiamo chiesto al sindaco di Fasano di adottare un regolamento, simile a quello fatto proprio dai Comuni di Ostu-ni e Monopoli, per la tutela degli alberi d'ulivo ultrasecolari presenti nel territorio. Una richiesta rimasta inascoltata ed ora siamo giunti all'epilogo, ad una vera e propria strage annunciata». Secondo i Verdi, le razzie sono ormai all'ordine del giorno: i predoni sradicano gli alberi dopo averli privati delle chiome, eli portano via su grossi camion. «Assistere allo spettacolo è penoso racconta Zizzi Prima procedono alla "capitozzatura", ovvero un taglio netto della chioma dai tronconi principali, poi l'ulivo viene imbracato e letteralmente strappato dalla terra con un grosso escavatore che lo carica sul camion. In genere ogni autoarticolato porta via due alberi per volta: destinazione, come sempre il Nord». All'incremento degli espianti, secondo i Verdi di Fasano, non sarebbe affatto estranea la politica a colpi di lottizzazioni e varianti al Prg portata avanti dall'amministrazione comunale. Qualche esempio: un'area con 500 alberi di ulivo è stata destinata all'ampliamento del nuovo centro agroalimentare: già trecento gli alberi espiantati; sulla ex statale 16, grazie ad una variante al Prg, gli oliveti sono stati destinati ad attività industriali; a Pozzo Faceto altri uliveti lasceranno il posto a nuove palazzine. «Proprio pochi giorni fa precisa Zizzi sono stati aperti i primi cantieri relativi alle lottizzazioni approvate dalla giunta Ammirabile. Nulla viene risparmiato, i predoni di alberi si sono prontamente messi all'opera e addirittura un complesso di trulli in perfetto stato di conservazione, e quindi di norma soggetto a tutela, è stato raso al suolo, con le "chianche" messe in vendita al miglior offerente». Ma è possibile che nulla si possa fare per impedire lo scempio? Zizzi, l'uomo che ha bloccato l'inceneritore aPezze di Greco e che per primo ha lanciato l'idea del "Parco degli Ulivi", si stringe nelle spalle: «Le guardie forestali fanno quello che possono, ma devono arrendersi di fronte alle regolari autorizzazioni per gli espianti. Autorizzazioni, peraltro, che l'Ispettorato provinciale dell'Agricoltura concede per fortuna col contagocce. Per impedire che lo scempio prosegua ormai ci rimane una sola possibilità: come Verdi chiediamo Normalmente al neopresidente della Regione, Nichi Vendola, e al presidente della Provincia di Brindisi, Michele Errico, di intervenire immediatamente con un provvedimento urgente di blocco a quella che si preannuncia come la più grossa strage e deportazione dei nostri patriarchi verdi, patrimonio storico e culturale senza eguali al mondo». Un intervento che in qualche modo potrebbe far luce anche sulla "scure selvaggia" abbattutasi tre giorni fa, nel cuore della Selva di Fasano, fra le proteste della gente e degli operatori turistici. I lavori di "ammodernamento" ordinati dall'assessore comunale alla Viabilità, Vito Nicola Napoletano, in viale Toledo e nella zona della Casina municipale, hanno decretato la morte di oltre venti alberi secolari minati alle radici dalla rimozione del manto stradale. Né sono state risparmiate le antiche "chianche" e le siepi all'ingresso delle ville private. «Tutto questo conclude sconsolato Gennaro Di Ceglienonostante i ripetuti inviti rivolti da noi Verdi all'assessore Napoletano riguardo l'inopportunità di condurre i lavori pubblici col metodo approssimativo della scure selvaggia».