Angelini: «Non abbiamo addetti per effettuare i controlli» «Controllare è molto difficile perché il patrimonio di Napoli è enorme ma anche perché per quel compito ci sono quattro funzionari, che non possono andare in giro perché hanno obblighi d'ufficio. Il danno viene quasi sempre segnalato. E non c'è un corpo che presidi i beni», spiega il direttore regionale dei Beni culturali. Gregorio Angelini parla con calma, ma è consapevole che in città, dopo la morte del quattordicenne travolto dai calcinacci caduti dalla Galleria Umberto c'è grande tensione. Tensione che grava anche sulla Soprintendenza. Infatti proprio ieri Angelo Pisani, l'avvocato che assiste la famiglia di Salvatore Giordano, ha detto: «La Sovrintendenza paghi, ha responsabilità etica, istituzionale e oggettiva ». E ha aggiunto: «Questi edifici a Napoli dovevano essere controllati e non mi risulta che siano stati fatti interventi. C'è una grandissima responsabilità di coloro i quali erano tenuti al controllo e all'eliminazione del pericolo». In realtà la Soprintendenza è preposta alla tutela dei beni culturali non dell'incolumità pubblica, ma è evidente che una cosa assicura l'altra. «Si deve distinguere puntualizza Angelini tra il punto vista giuridico e la tutela. Coloro che hanno in consegna i beni, i proprietari, sono responsabili della manutenzione ordinaria e straordinaria. Quanto alle politiche di tutela, i quattro funzionari possono andare in giro a verificare a vista, perché sprovvisti di mezzi. È anche un problema politico in una città in cui la manutenzione è molto trascurata. È responsabilità di tutti, ma in prima battuta della proprietà immobiliare. Però il progetto Sirena qualcosa aveva fatto». Giorgio Cozzolino intanto è ancora in ferie, scelta che molti considerano di scarsa sensibilità. Il suo sostituto, l'architetto Tommaso Russo tace. Ma il soprintendente, sollecitato da tutti i giornali, ha deciso di affidare le proprie considerazioni a un freddo comunicato. «L'edificio ha un vincolo del 1997 notificato per le proprie parti a una serie di condomini privati, all'amministrazione comunale e a enti. Fatte le opportune ricerche d'archivio in relazione all'area dove è avvenuto il crollo, non risultano pratiche di richiesta di lavori inevase dalla Soprintendenza. L'ultimo intervento di rilievo che ha interessato la manutenzione della facciata, limitatamente alla parte destra, rispetto all'arco di ingresso dove è avvenuta la tragedia, risale al 2009 sulla scorta di un progetto presentato dal privato condominio a seguito di un'ingiunzione della stessa Soprintendenza. Si sta dando la più ampia collaborazione alla autorità giudiziaria fornendo ogni elemento documentario in possesso». Linguaggio burocratico di fronte alla morte di un ragazzino e all'agonia di una città. Sicuramente «pesano» i difficili rapporti tra Soprintendenza e Comune, con i reiterati attacchi di de Magistris a Cozzolino. Però, se come ha scritto ieri Tomaso Montanari sul Corriere del Mezzogiorno, l'amministrazione comunale non può preoccuparsi soltanto di «trasformare una città e un territorio devastati in un teatro per una vertiginosa e continua danza di eventi», tanto più non si può parlare unicamente per criticare il modo in cui quegli eventi sono organizzati. Che sia a ragione oppure a torto non fa differenza. Un secondo comunicato esprime il punto di vista della Soprintendenza sul piccolo crollo a Palazzo Reale, che pure è un po' la «casa» del soprintendente. «Due piccoli frammenti lapidei sono caduti dagli elementi architettonici del portale di ingresso del Palazzo Reale di Napoli. Immediatamente la squadra di manutenzione della Soprintendenza ha provveduto a isolare l'area e a chiudere il cancello di ingresso da piazza del Plebiscito. Con l'ausilio dei mezzi della Protezione civile si è quindi provveduto a recintare precauzionalmente l'intera facciata. Si precisa che i lavori di restauro e consolidamento delle facciate di Palazzo Reale erano già programmati e appaltati. Già è in corso la realizzazione della recinzione dell'area di cantiere lungo la facciata di piazza del Plebiscito, a seguito della consegna anticipata in via di urgenza dei lavori di restauro già previsti da parte della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania». Angelini è meno freddo. «Si è staccato un frammento dal lato esposto verso via Acton, forse per il vento. Quel lato è esposto verso il mare. Stamattina ho firmato subito il verbale di somma urgenza per verificare la situazione e ho provveduto a disporre la transennatura provvisoria. Quanto ai lavori da 18 milioni, appaltati da tempo, sono previsti interventi su tutti i prospetti di Palazzo Reale, sia interni che esterni. L'impresa aggiudicataria è stata convocata e le abbiamo dato subito in consegna la facciata prospiciente piazza Plebiscito. Domattina (stamattina, ndr) saranno lì, sistemeranno una protezione adeguata e con la piattaforma elevatrice effettueranno tutte le verifiche necessarie. Conosciamo la situazione delle facciate. Ma si è trattato di una cosa minima che non assocerei a quanto accaduto in Galleria, e comunque siamo intervenuti con somma urgenza». Magari l'avesse fatto qualcuno in Galleria.
NAPOLI- I danni ai beni culturali si scoprono soltanto grazie a segnalazioni private
Il direttore regionale dei Beni culturali, Gregorio Angelini, ha parlato con calma sul crollo della Galleria Umberto a Napoli, che ha causato la morte di un quattordicenne. Angelini ha sottolineato che il controllo dei beni culturali è difficile a causa della mancanza di mezzi e personale, e che la Soprintendenza è responsabile della tutela dei beni culturali, ma non dell'incolumità pubblica. Ha anche affermato che il progetto Sirena, che ha causato il crollo, aveva fatto qualcosa, ma non ha specificato cosa. Il soprintendente di Napoli, Giorgio Cozzolino, è in ferie e il suo sostituto, Tommaso Russo, tace.
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