Gentile Signor Ministro Gentile Presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali Il CIHA italiano, sezione del CIHA internazionale (Comité International d'Histoire de l'Art), raduna al suo interno storici dell'arte provenienti da diversi ambiti ed attivi nell'Università, nel Ministero BACT, nei musei degli enti territoriali e in altri contesti professionali. Il Comitato promuove attività di ricerca in connessione con la cultura artistica internazionale e segue, quindi, con grande interesse e vicinanza i percorsi che coinvolgono la disciplina della storia dell'arte nell'ambito della società italiana e delle sue istituzioni. La preannunciata riforma del MIBACT, venendo incontro a esigenze di snellimento e di maggior efficienza fortemente sentite anche al suo interno - in primo luogo dagli stessi tecnici che ne fanno parte ai vari livelli - dovrebbe, a nostro avviso, salvaguardare il ruolo che la disciplina ha avuto nella cultura e nella tradizione italiana, ruolo che le è internazionalmente riconosciuto. Nata in Italia, la storia dell'arte ha avuto poi nel nostro paese non solo un fertile sviluppo accademico ma anche, con pari importanza e con modalità uniche nel contesto internazionale della tutela del patrimonio culturale, una riconosciuta capacità tecnica e operativa nella gestione del patrimonio artistico, in ciò favorita dai dettami lungimiranti della Costituzione. Per questo il CIHA auspica che nella futura rinnovata articolazione del MIBACT il ruolo della disciplina debba essere rafforzato, come imprescindibile garanzia di una corretta tutela del patrimonio italiano, fondata su conoscenze e studi che non possono in alcun modo essere surrogati. La collaborazione tra i diversi ambiti disciplinari che si occupano a pari grado dei beni culturali nei vari settori è sempre stata una caratteristica del nostro sistema della tutela, che ha radici ben anteriori all'istituzione del Ministero. Allo stesso modo la presenza della disciplina dovrà essere salvaguardata nell'intero percorso formativo, dalla scuola primaria e secondaria all'università, non solo per la grande tradizione nazionale di tali studi ma anche perché la storia dell'arte è strumento di conoscenza tanto più necessario quanto più aumenta il peso della cultura visiva nella nostra quotidianità. Se infatti la storia è strumento imprescindibile per leggere il mondo contemporaneo, la storia dell'arte partecipa in tutto e per tutto di questa rilevanza. Proprio dall'intreccio delle due specificità, didattica e di tutela, nasce l'eccellenza italiana con risultati in buona parte unici anche rispetto ad altri paesi europei. La ricerca museale, il restauro e la valorizzazione dei beni storico-artistici, la formazione dei professionisti e degli operatori che se ne occupano hanno sempre avuto nella storia dell'arte il loro alveo principale, trovando in essa piena possibilità di espressione metodologica e tecnica. Dalla disciplina nelle sue varie declinazioni ed applicazioni deriva inoltre una produzione culturale, editoriale, espositiva, molto ampia e mediamente di alto livello, che distingue ancora una volta il nostro paese. Quasi inutile rammentare che la valorizzazione corretta del patrimonio produce anche vantaggi molto consistenti per l'intera economia nazionale. Tale attività di produzione culturale non può, tuttavia, che fondarsi su ricerche e conoscenze approfondite e specialistiche che sappiano armonizzare la tutela con la valorizzazione corretta dei beni, non può essere delegata o trasferita ad altri ambiti professionali. Il recentissimo e importante provvedimento a firma del Ministro Madia, che finalmente riconosce anche la storia dell'arte tra le professioni culturali, e la recente proposta del Ministro Giannini di reintroduzione, seppur sempre in modo troppo marginale, della storia dell'arte nei programmi scolastici, segnalano un meritorio e rinnovato interesse per la nostra disciplina. Resta cogente, tuttavia, l'esigenza di proiettare nel futuro delle nuove generazioni una tradizione culturale plurisecolare, dalla quale l'Italia non può prescindere se vuole rafforzare la sua collocazione specifica nel contesto internazionale e globalizzato, trovando ampie risonanze anche nello sviluppo di un turismo di qualità. Tale interesse per la storia dell'arte deve trovare conferma, spazio e sviluppo anche nella tutela e nella gestione del patrimonio culturale, in stretta connessione con la formazione offerta dalla scuola, dall'Università e dagli Istituti di formazione specialistica del Ministero.