Quei mosaici con gladiatori e circensi Appia antica, il tesoro delle terme UN COMPLESSO residenziale del II secolo con ambienti termali rivestiti di marmi e pavimenti a mosaico con splendide scene di gladiatori e di giochi circensi. È uno dei tesori emersi nella splendida tenuta di Santa Maria Nova al V miglio dell'Appia Antica a due passi dalle rovine della Villa dei Quintili e dei Tumuli degli Orazi e dei Curiazi che la Soprintendenza ai Beni archeologici di Roma aprirà al pubblico da venerdì. RESTITUENDO così alla città lo stupendo complesso archeologico di quattro ettari che aveva acquistato nel 2006 per 1,4 milioni di euro dall'allora proprietario Evan Ewan Kimble, con il suo casale medioevale, costruito su un'imponente cisterna romana, che oggi svetta fra i dolci declivi del parco. Venerdì sera l'area sarà aperta al pubblico, gratuitamente, insieme alla Villa dei Quintili (con cui in futuro costituirà un unico sito) dalle 18 alle 23, con visite guidate fino alle 21 e i concerti dei Funkallisto, di Erasmo treglia e di Ambrogio Sparagna e l'Orchestra Popolare Italiana. Mentre nei week-end successivi di luglio saranno organizzate visite a pagamento alle 17 e alle 18. Anche il pubblico potrà così ammirare il casale con i claustra, appartenuto dalla fine del XIII secolo ai monaci Olivetani del monastero di Santa Maria Nova ai piedi del Palatino, gli ambienti termali romani, destinati probabilmente alle guardie dell'imperatore Commodo, e la cisterna rotonda riemersa poco lontano, lungo il muro rinascimentale di confine con la Villa dei Quintili. Un complesso scavato e restaurato (con la direzione di Maria Grazia Filetici) con oltre 3,3 milioni di euro, fra il 2006 e il 2014. Ma in cui resta ancora molto da scoprire. «Abbiamo voluto aprire in fretta questa area perché volevamo renderla fruibile al pubblico, in un'Appia Antica quasi completamente privata» spiega Rita Paris, direttrice dell'area per la Soprintendenza. «Ma dobbiamo ancora terminare il restauro di parte del casale, uno straordinario esempio di stratificazione storica». «Vorremmo, inoltre spiega Riccardo Frontoni, direttore degli scavi ampliare lo scavo del settore termale per riconnetterlo agli alloggi che probabilmente ospitavano le guardie imperiali».