Missione compiuta per Winspeare C: 75mila euro per liberare da uno scempio la costa di Tricase Coppia Usa acquista una villetta per abbatterla UN EURO da Nicola Lonigro di Japigia, un altro da Oronzo Greco delle Vele. Qualcuno in più da Inge Feltrinelli, da Michelangelo Antonioni (ventiduemila dalla Banca Popolare Pugliese). Euro, 75mila in tutto, da tanta gente di buona volontà che, mattone su mattone, butterà giù una brutta casa. Dopo averla acquistata con il denaro raccolto in un anno di campagna per la bellezza e contro l'abusivismo. "Coppula Tisa", con la spedizione dei mille azionisti, vince così la sua prima battaglia e il 21 giugno, si potrà assistere alla demolizione di una costruzione che, incastonata in tremila metri quadri di verde, rovina lo spettacolo dell'alta costa che corre da Otranto a Santa Maria di Leuca. Esattamente tra la marina di Tricase e quella di Andrano, a due passi e in avvilente competizione con una torre saracena. Come promesso, il progetto "Coppula Tisa", sul quale continuano a piovere riconoscimenti [l'ultimo è l'inserimento da parte di Cittadinanzattiva tra i finalisti del premio "Buone pratiche nei servizi di pubblica utilità"che sarà assegnato domani aRoma) è riuscito nel suo intento. Lanciata la campagna di azionariato popolare che ha interessato e coinvolto sostenitori ben oltre i confini regionali, il gruppo suscitato dal regista Edoardo Winspeare e dal presidente Legambiente di Tricase Carla Quaranta, ha acquistato un mese fa a Tricase un immobile abusivo non ultimato che deturpa vistosamente il paesaggio. «Nella prima fase della trattativa abbiamo preferito non svelarci con il proprietario. Acquistandola, abbiamo dovuto provvedere noi stessi a condonarla. Dando un nuovo valore simbolico a questo strumento di legge contro il quale ci siamo battuti. Condonare non per costruire ma per abbattere» spiega Carla Quaranta. E simbolico sarà anche l'abbattimento, realizzato con ogni probabilità con la collaborazione di imprese edilizie che prov-vederanno anche allo smaltimento dei rifiuti. Adire, si spera, dell'inizio di un'era nuova«quel-la del condono morale - secondo Winspeare - salvato dalla bellezza e dal collante sociale rappresentato da progetti come quello di Coppula Tisa». Il prossimo gesto condiviso sarà quello di donare l'area a un'istituzione pubblica perché ne faccia un luogo simbolico nel quale si riconoscano e ritrovino quanti hanno dato la propria adesione entusiasta al progetto da Sud a Nord. «Avremmo pensato di affidarla alla Regione - ipotizza Quaranta - perché ne faccia un luogo emblematico, un laboratorio di normativa per ripensare il gesto che stiamo compiendo e innescare una riflessione su tutto il territorio con dibattiti e confronti». Il primo a cui spiegare il perché dell'iniziativa è stato il proprietario della costruzione fino a farlo diventare un sodale. «In realtà il mea culpa dovrebbero farlo sia i proprietari di costruzioni di questo tipo sia i cittadini che consentono che questo avvenga. Dovrebbe trionfare un comune sentire legato alla bellezza» per il presidente di Legambiente. Soprattutto in luoghi poco oltraggiati come questi del basso Salento con pagliare e fratturi consegnati intatti da civiltà antiche. Cosa accadrà dopo giugno? «Ora dobbiamo meditare sul secondo passo, tenendo costantemente attiva l'osservazione del territorio. Il primo è stato davvero molto faticoso. Sicuramente continueremo a suscitare il dibattito. Se saremo tutti d'accordo si potrà ancora comprare e abbattere». O anche, come s'immagina Edoardo Winspeare, potranno diventare costruttori «piantumando e bonificando le discariche abusive». Del resto, c'è così tanto da fare, nello spirito di Coppula Tisa, ironica lucertola disegnata dallo scomparso fumettista-ambientalista Norman Mommens per amore del Salente, che scelse come sua nuova casa.