Il comitato Portosalvo ha pubblicato una galleria fotografica NAPOLI Non solo la Galleria Umberto I. L'elenco degli edifici monumentali che cadono a pezzi e che rischiano di provocare vittime è lunghissimo. «Napoli come l'Aquila» Dopo il crollo appena avvenuto alla Galleria Umberto il Comitato di Portosalvo torna a mettere l'accento sul patrimonio monumentale in pericolo - Decine di palazzi, chiese e monumenti a rischio crollo in tutta la città. Pariante: subito i lavori in danno per evitare altri crolli - riattivare il progetto Sirena per la riqualificazione dell'edilizia storica. A Napoli se ne contano decine se non centinaia. Fare una mappa completa e pubblicarla richiederebbe un libro. Ma ci si può limitare ad alcuni casi emblematici del degrado per avere la visione precisa di quanto il problema dia grave e di quanto sia stato sottovalutato. A pubblicare un dossier fotografico di denuncia sono stati i volontari dell'Associazione Porto Salvo. Su Facebook c'è una loro pagina dal titolo inequivocabile: «La città pericolante». Seguono foto di monumenti ed edifici vincolati in condizioni pietose. Il reportage del Comitato Porto Salvo fa venire i brividi solo a guardarlo. Si comincia dal Ponte di Chiaia che appare imbracato e seminascosto da reti di protezione e da una cosa che assomiglia a una grandissima amaca ma che serve a parare (si spera) la caduta di calcinacci e di massi. I passanti lungo via Chiaia accelerano il passo e guardano verso l'alto quando attraversano l'area del ponte. Una specie di rito scaramantico perché coi tempi che corrono è meglio non trattenersi troppo al di sotto. Si passa al campanile di Santa Chiara che il Comitato fotografa assediato dalle erbacce. Lì ci sono residenti volontari che fanno a gara per ripulire la base dalla scritte. Ma la preoccupazione resta forte ugualmente. Il campionario del rischio prosegue con una Chiesa di Forcella che appare circondata da impalcature protettive in attesa del restauro. Crepe vengono evidenziate sul cinquecentesco Palazzo Penne di proprietà della Regione, situato alle spalle della Camera di Commercio e ritenuto uno degli edifici più antichi della città. Si prosegue con l'Albergo dei Poveri, il più grande e monumentale edificio interessato dal degrado su una cui terrazza (è bene ricordarlo) vive una piccola comunità di occupanti che da un quarantennio abitano in case precarie e a rischio crollo. Da anni Antonio Pariante, presidente del Comitato, e i suoi volontari si battono perché le istituzioni non lascino morire nel degrado le costruzioni più antiche della città. «Da anni denunciamo lo stato di degrado di molti monumenti della città spiega Antonio Pariante un degrado che non riguarda solo la presenza di scritte e la vandalizzazione, ma anche e soprattutto i problemi statici e il rischio di crolli. Problemi inaccettabili così come assurdo appare che un ragazzo sia in un letto di ospedale a lottare contro la morte soltanto perché si trovava a passeggiare nel posto sbagliato».Il Comitato non si arrende e vuo portare la sua battaglia contro il degrado all'attenzione di tutte le autorità dello Stato a ogni livello. Troverà qualcuno ad ascoltarlo?