ACCANTO a "big"come il Biancone per cui serve un milione di euro -, la balaustra del piazzale Michelangelo o l'orologio di Palazzo Vecchio (115 mila euro), compaiono anche piccoli interventi di minore impatto, oltre che spesa: statue celebrative di eroi risorgimentali o grandi personaggi in piazza Mentana o piazzale Galilei, fontane come quella di piazza Santo Spirito e Santissima Annunziata, per cui già un bando ad hoc andò deserto, colonne semidimenticate come quella del Trebbio in via del Moro, per cui "bastano" 20 mila euro, o quella scenografica e più nota della Giustizia, in via Tornabuoni. E non solo: stavolta dentro la lista dei desideri ci finiscono pure opere di messa in sicurezza importanti, anche di beni per ora sottratti all'utilizzo pubblico per evitare rischi, vedi la rampa dei Bastioni in piazza Ferrucci, ingabbiata e chiusa da dicembre scorso perché coi gradoni sconnessi e pericolanti: per metterla a posto servono oltre 350 mila euro. Dopo gli anni del mecenatismo "timido", con il bando lanciato nel 2012 ("Florence I Care") a cui si presentò solo un privato per "adottare" la colonna di San Zanobi e poi da allora non più di una decina di restauri pagati da privati, ora, con il decreto "Art bonus" operativo, Palazzo Vecchio si prepara a sfornare un bando formato maxi. Oltre 100 beni contro i 40-50 messi "a gara" in passato. E non più solo semplici sponsorizzazioni: stavolta nel testo si prevederanno anche le cosiddette erogazioni liberali, dove i benefici per chi spende sono in effetti alti: per gli interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, l'Art Bonus prevede un credito d'imposta del 65 nel 2014-2015 e del 50 nel 2016, sia alle persone fisiche che a enti e imprese. Il tutto oltre alla pubblicità: chi paga avrà diritto a farsi propaganda sui ponteggi del cantiere. Non potrà affittare quegli spazi ad altri però: potrà pubblicizzare solo il suo nome, il suo marchio, non soggetti terzi dietro pagamento. La formula non è come quella della Torre della Zecca e della Scuola dei Marescialli, grandi restauri in cambio di concessioni pubblicitarie annuali o più lunghe. In questo caso è a mecenati attenti all'immagine più che a professionisti del marketing che si punta. Con grandi e piccole richieste per far fronte alla penuria di risorse per la manutenzione di un patrimonio, quello del Comune, fatto di oltre 320 beni:160 sono grandi monumenti, palazzi e ville, altrettanti sono statue e opere minori. In tutto oltre 250 mila metri quadrati di superficie monumentale che possono contare su circa 300 mila euro l'anno di risorse ordinarie per la manutenzione: in pratica nemmeno un euro e mezzo a metro quadrato. E ora, fanno presente dagli uffici, la situazione è molto, molto migliorata: basti pensare che ancora nel 2009 tutto il settore poteva contare su un budget annuale di appena 200 mila euro. Meno di un euro a metro quadrato. Naturalmente oltre alle somme urgenze, ovvero le "toppe" dopo crolli e cedimenti. Che spesso si potrebbero prevenire. Per questo si scommette tutto sui privati. Che finora, in realtà, non hanno dato risultati clamorosi: vuoi per il periodo di crisi, vuoi per i dubbi sul ritorno d'immagine da parte dei privati. Della serie: che ci guadagno a pagare un monumento? Il 2013 è stato l'anno migliore: nelle casse del Comune sono arrivati sponsor per i lavori sugli scavi archeologici di Palazzo Vecchio, per il restauro degli arazzi del Salone de' Dugento pagato da Gucci, per la fontana dello Sprone (la pagano le ditte Pantone e Fondaco) e di piazza del Grano (pagano Asi e Camet, le associazioni delle auto storiche e d'epoca). In tutto circa 800 mila euro, cioè il 268 dell'intero budget per le manutenzioni del settore monumenti previsto dal Comune. Non basta però, secondo Palazzo Vecchio. E così il reparto Belle Arti è già al lavoro per il nuovo bando da 10 milioni. Ce n'è per tutte le tasche: 130 mila euro per rimettere a posto le Fonticine di via Nazionale, il tabernacolo con fontana realizzato da Girolamo e forse Giovanni della Robbia nel 1522, oggi usato come lavatoio e in preda all'incuria; 100 mila euro per finanziare l'acquisto delle nuove sedute del Salone dei Cinquecento, le sedie in acciaio e pelle color vinaccia con cui Palazzo Vecchio conta di allestire la sala con gli affreschi più belli di Vasari; anche nel Cortile di Michelozzo si cercano soldi per le nuove sedute, pensate per assistere allo spettacolo degli affreschi comodamente in poltrona, come se si fosse al cinema. E poi: 150 mila per il sistema dei monumenti minori delle Cascine (Leonesse, cippi, colonne delle Pavoniere); 345 mila per la porta di piazza Beccaria. E poi si cercano quattrini per la porta San Giorgio al Forte Belvedere, la Cupola della Sacrestia di Santo Spirito, l'illuminazione della chiesa di Santissima Annunziata e del Cortile della Dogana in Palazzo Vecchio, i Casotti Tivoli sulle Rampe del piazzale, le antiche mura di cinta sul lato di via Petrarca.