Le 45 casse hanno occupato l'intera ex sala conferenze del museo archeologico Ecco una panoramica sullo stato in cui versano i beni culturali della città Il busto di Eschilo nella sala del museo archeologico a lui dedicata «veglia» da venerdì notte sulle 45 casse che contengono i legni restaurati della nave triremi greco arcaica di Bulala. Le casse sono state posizionate all'interno di quella che era la saletta usata per incontri culturali. In attesa che la stessa venga dotata di condizionatori e chiusa con porte di vetro e finchè non si arriverà ad un'esposizione dei reperti lignei, i visitatori del museo vedranno della nave solo quelle casse chiuse che occupano l'intera sala. Ora c'è da sperare che l'esposizione provvisoria del prezioso reperto arrivi presto e che attorno alla nave, finalmente tornata « a casa» si riescano a creare progetti ed attività mirate alla promozione ed alla valorizzazione del territorio che sia in grado di attirare un numero maggiore di turisti e dare aria all'economia locale. Certo di questi tempi c'è poco da sperare. La politica sui beni culturali cominciando dal livello regionale è inesistente. Musei e siti ARCHEOLOGICI in tutta la Sicilia sono abbandonati al loro destino. Gran parte dei siti (è il caso anche delle mura di Caposoprano) restano chiusi la domenica perchè a giugno si sono esauriti i fondi per pagare i custodi. La pulizia dei siti è un qualcosa da dimenticare. In verità anche la pulizia dei musei e degli uffici. Al museo non si fanno pulizie dal 30 aprile, agli uffici della Soprintendenza a Bosco Littorio la situazione è identica. O peggio: non ci sono più la linea telefonica e quella del fax. E se ne potrebbero raccontare ancora. In questo contesto desolante e colpevole di totale abbandono del patrimonio culturale, le risorse per campagne di scavi, la promozione di eventi e la valorizzazione dei beni culturali andranno cercate altrove e con criterio. M. C. G. 06072014