ALTRO che parco modello. Altro che Central Park. E non solo per il budget: Palazzo Vecchio spende appena 80 centesimi al metro quadrato l'anno per le Cascine tra manutenzione, controllo delle alberature, taglio erba e pulizia. Ottocentomila euro per quasi cento ettari di verde, personale compreso: 200 mila di manutenzione ordinaria, altrettanti in carico a Quadrifoglio per l'erba, 400 mila per i dipendenti. Certo, è una cifra che non comprende le spese sulle strade, i vialetti, le luci e tutti gli investimenti extra come quelli 2013 per i Mondiali di ciclismo e per questo, il Comune, non si può parlare di "parco Cenerentola". Ma fa un certo effetto pensare che a Parigi per i parchi si spendono 3 euro al metro quadro, 7 a Lugano e ben 10, secondo una media di qualche anno fa, ne spende la Soprintendenza nel giardino di villa La Petraia a Castello. Senza nemmeno scomodare i 42 milioni di dollari che ogni anno la Central Park Conservancy spende per il polmone verde di Manhattan. Se però i soldi sono quelli che sono, è sulla gestione che la foresta urbana più grande e bella di Firenze dimostra le pecche più grosse: appena due boscaioli e 7 giardinieri si affannano ogni giorno dietro ai 40 ettari di prati e agli 81 mila alberi del parco, mentre non uno, non due ma la bellezza di 6 diversi uffici comunali si spartiscono responsabilità e amministrazione del parco: i vigili urbani (a loro volta divisi in due coordinamenti differenti: Fortezza e reparto bici e cavallo), i servizi tecnici, l'ambiente, lo sviluppo economico (c'è il mercato del martedì), la viabilità, la cultura, il patrimonio per quanto riguarda i bandi di gestione degli immobili, dall'anfipunto alle Pavoniere. Tanti uffici, pochi uomini. Come un esercito senza soldati guidato da generali che non si parlano tra di loro. Senza contare il Quadrifoglio, che si occupa solo del "verde orizzontale" (taglia l'erba nei prati e le siepi) e la Soprintendenza ai beni paesaggistici, chiamata apsecondo a soprintendere, anche se in realtà quasi mai si pronuncia sulle autorizzazioni degli eventi, che spesso sono fatti col silenzio assenso. E' così che va alle Cascine, qui nell'area verde più grande di Firenze, in questo posto a metà tra bosco e giardino che dei cugini esteri sembra prendere solo il peggio: non gli esperimenti di socialità del Vondelpark di Amsterdam - con la sua bacheca oggetti smarriti piena di guanti, libri, cappellini e orologi - ma la prostituzione, quella sì come a Parigi: tra il viale degli Olmi e le Pavoniere, fino ad Agraria, sembra di essere nel Bois de Boulogne. Mattina o sera che sia poco importa. E anche la vigilanza non è il massimo: in pratica nei 160 ettari delle Cascine (compresi ippodromi, strade e sponde dell'Arno) si alternano ogni giorno non più di 3-4 pattuglie dei vigili urbani, su più turni. I vigili a cavallo sono 5, 6 quelli del reparto in bici. Solo che i due nuclei non sono dedicati esclusivamente alle Cascine, ma anche agli altri parchi della città, dall'Anconella a villa Vogel. Non si può certo parlare di un parco militarizzato, visto che da qualche tempo anche il reparto della polizia a cavallo ha chiuso i battenti. E se di giorno, spiegano i vigili, la situazione è tutto sommato quasi sempre sotto controllo, è di notte che il parco diventa terra di nessuno. O comunque spesso zona franca, almeno per quanto riguarda la prostituzioteatro ne. Dall'estero una "best practice" sembrava essere stata importata, era uno dei fiori all'occhiello del famoso masterplan Cascine elaborato nel 2011 ai tempi di Renzi: il centro visite. Avete mai provato ad andarci? Nuovo e luccicante, è nel piazzale del Re accanto ad Agraria: potete riempirvi di depliant ma le visite guidate non esistono. Una buona notizia arriva semmai sul fronte illuminazione: grazie al contributo da un milione di euro dell'Ente Cassa di Risparmio la nuova luce arriva anche nella zona dell'Anfiteatro, oggi raggiungibile attraverso un itinerario al buio. Cento venti punti luce e 24 telecamere, dal ponte della tramvia fino a incontrare il viale dell'Aeronautica passando per viale della Catena, piazzale delle Cascine, viale dell'Indiano, il galoppatoio dei Barberi (che sfiora l'anfiteatro). E la novità sta nel fatto che non saranno solo luci a led ma luci intelligenti, cosiddette "adattive", non solo capaci di attivarsi solo in presenza di movimento nei dintorni, ma persino di adattarsi alle diverse situazioni di luce.