REGISTRI ammuffiti, macchie di umido alle pareti e documenti rovinati dall'incuria. Scoppia il "caso" degli archivi comunali dell'anagrafe, conservati da alcuni anni nei sotterranei di via Capramozza, in centro storico. La denuncia è del consigliere di Fi, Lorenzo Tomassini, che attacca Palazzo d'Accursio: «I registri sono conservati in una situazione imbarazzante, mentre i dipendenti dell'ufficio sono prigionieri del caldo. La giunta Merola, nonostante le promesse, non ha fatto nulla». Un'accusa rispedita subito al mittente dall'assessore Nadia Monti: «In quegli uffici due anni fa c'è stato un allagamento, ma senza alcun danno agli archivi di rilievo storico». La muffa? «Probabilmente si tratta di vecchi protocolli». Ma la Soprintendenza avverte: «I documenti dell'archivio anagrafico vanno conservati adeguatamente ». La vicenda inizia l'anno scorso, quando Tomassini solleva il caso in consiglio comunale. Nel mirino finisce la struttura di via Capramozza, in parte svuotata dopo il trasloco degli uffici comunali nella nuova sede in piazza Liber Paradisus. Nel vecchio stabile è rimasto l'archivio di stato civile, con alcuni documenti risalenti alla seconda metà dell'Ottocento. Per Tomassini la situazione dentro gli uffici è insostenibile: «La temperatura d'estate arriva a 33 gradi e ci sono una decina di dipendenti costretti a lavorare con condizionatori di fortuna». Il suo allarme riguarda anche il degrado nei sotterranei: «Tra muffe e muri scrostati ci sono i faldoni dell'archivio anagrafico che stanno marcendo, rovinati dall'umidità» racconta il consigliere, con tanto di documentazione fotografica alla mano. Il rischio, secondo lui, è che si disperda parte della memoria cittadina: «C'è la storia di Bologna là sotto. Sono documenti che hanno un valore storico, qualcuno risale al 1860, e non è stato ancora digitalizzato nulla». Già l'anno scorso, ricorda, la giunta «aveva promesso 200mila euro per realizzare il condizionamento dell'edificio, ma non è stato fatto nulla». La ricostruzione è però smentita con forza dalla Monti, che in giunta ha la delega ai servizi demografici. L'assessore ricorda l'allagamento di due anni fa («si ruppe un tubo») e i lavori eseguiti nel corso del tempo. Già allora «ci fu un sopralluogo della Soprintendenza che non rilevò danni agli atti di importanza storica. Quelli rovinati saranno probabilmente solo dei protocolli senza importanza». Quanto alla digitalizzazione degli archivi «il processo è avviato, ma si tratta di milioni di atti e servirà molto tempo». Per accelerare, servirebbero «personale e spazi adeguati, dobbiamo fare i conti con le risorse che abbiamo». La prende con ironia il suo collega di giunta, Riccardo Malagoli: «Se Tomassini m'insegna a fare i miracoli, io ci provo». L'assessore ai Lavori pubblici assicura che «appena ci saranno le risorse, il condizionamento di via Capramozza sarà una delle priorità. Ciò che non siamo riusciti a fare lo scorso anno lo faremo nel 2014». Il direttore della Soprintendenza archivistica, Stefano Vitali, appare però perplesso: «Non conosco il caso specifico, ma tutti i documenti dell'archivio di stato civile avverte vanno conservati adeguatamente, anche dopo la digitalizzazione ». Il problema non riguarda solo l'archivio anagrafico ma «tutti quelli cartacei del Comune, molte situazioni non sono idonee a conservare gli atti». Già lunedì il direttore busserà alla porta di Palazzo d'Accursio: «Cercheremo di approfondire questa vicenda e prenderemo tutte le iniziative necessarie».