IL GIGANTE è lì, puntellato come un vecchio pugile dalle ossa rotte, ormai al tappeto. Nessuno, in via Balbi, ricorda neanche più quando è iniziato lo sfacelo. Un pezzo per volta, calcinaccio dopo calcinaccio. «Questo edificio è una macchia nera da almeno quindici anni sospirano alla Soprintendenza per i Beni Architettonici della Liguria, che per ironia della sorte è proprio di fronte c'erano molti progetti, nessuno mai iniziato. E ora è all'abbandono ». Ieri, l'Istituto Brignole, il palazzo seicentesco dove c'era un convento e che si dice sia stato confiscato da Napoleone, che è proprio accanto alla chiesa di San Carlo e rappresentava il fulcro della cultura e della spiritualità di via Balbi, l'altro ieri è andato al tappeto. Si sono staccati gli ennesimi pezzi di intonaco e di cornicione, sono arrivati i Vigili del Fuoco a mettere l'ultimo rattoppo, chiudendo la strada per qualche ora. Adesso il gigante è lì, puntellato, con le sue orbite vuote che guardano Palazzo Reale, sulla strada che dovrebbero percorrere i turisti per scoprire i gioielli di Genova. E i residenti gridano allo scandalo: «Qui sta diventando di giorno in giorno più pericoloso, siamo spaventati e il degrado è assoluto spiegano basta un soffio di vento e cadono travi, frammenti di intonaco, le finestre sono rotte, sbattono. E da uno dei portoni del palazzo si entra all'asilo Oleandro, al civico 83: è molto preoccupante. Cosa deve accadere ancora perché si intervenga? ». E' una lunga agonia, quella del palazzo dal colore indefinito accanto alla Chiesa di San Carlo, di proprietà dell'Istituto Brignole. «E' un edificio seicentesco spiega l'architetto Giuliano Peirano della Soprintendenza dei Beni storici, artistici ed etnoantropologici della Liguria si è parlato per anni di riqualificazione, con mille progetti. Uno su tutti, quello di trasformare il palazzo in una residenza universitaria, oppure di ricavarne degli appartamenti. Anni fa erano iniziati i lavori, poi la ditta è fallita. Ricordo che è rimasta per molto tempo ferma una gru, e a un certo punto risultò pericolosa: fu un'ingiunzione del giudice a imporre all'istituto Brignole di rimuoverla. Più volte la proprietà ha cercato di mettere l'edificio all'asta: ma sono andate tutte deserte. La realtà è questo palazzo è di difficile cantierizzazione. Aggiungiamo che l'Istituto Brignole è commissariato: insomma, la situazione è bloccata, con il risultato che un palazzo simile è abbandonato e inutilizzato da almeno quindici anni». Dopo il bar Gilda, che da un anno ha chiuso, è rimasto un solo negozio nel palazzo stinto e bucherellato: una tabaccheria al 73 rosso di via Balbi. «Lavoriamo qui da vent'anni, io e mio padre racconta Licia Digregorio noi siamo proprio accanto alla Chiesa di San Carlo, paghiamo seicento euro di affitto a trimestre. Ma qui dentro ci sono mille problemi: abbiamo una forte umidità e continue infiltrazioni d'acqua. Una macchia di muffa nel muro, tanto che siamo costretti ad imbiancare le pareti di continuo. A volte le prese si rovinano, per l'umidità. E il telefono fruscia. Una situazione surreale ». La preoccupazione degli esercenti è forte: «Questa zona dovrebbe essere un gioiello, invece la sicurezza è a rischio spiegano Livia Iannone del negozio di fiori di fronte e Alessio Delsanto, titolare del bar La Cabala volano cocci e intonaco a ogni soffio di vento». «Ora i Vigili del Fuoco hanno chiuso la strada per qualche ora interviene Salvo Dalli Cardillo, presidente del Civ Balbi-Prè ma cosa dovrà succedere prima che ci sia un intervento definitivo?».
Disastro in Via Balbi il palazzo perde i pezzi Da quindici anni si aspettano i lavori
Il palazzo dell'Istituto Brignole, un edificio seicentesco di via Balbi, è stato abbandonato e inutilizzato da almeno quindici anni. La struttura è stata danneggiata da calcinaccio e intonaco, e le finestre sono state rotte. I residenti e gli esercenti del negozio di fronte, un tabaccheria, hanno espresso preoccupazioni sulla sicurezza e sulla qualità della vita nella zona. L'architetto Giuliano Peirano ha spiegato che il palazzo è di difficile cantierizzazione e che sono stati presentati molti progetti di riqualificazione, ma nessuno è stato realizzato. I Vigili del Fuoco hanno chiuso la strada per qualche ora per evitare incidenti.
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