PARTIRÀ questo week-end la «rivoluzione» per monumenti e musei statali annunciata dal ministro Dario Franceschini, con le aperture prolungate di due ore ogni venerdì per i 45 siti più visitati d'Italia e l'ingresso gratis, ogni prima domenica del mese, per tutti. Ma a 36 ore dalla prima apertura serale (fino alle 22) di domani, la partita per il Colosseo non è ancora chiusa. Questa mattina è prevista, infatti, la contrattazione locale con i sindacati, ma già ieri la Cgil ha lanciato il suo sos: «Dallo scorso 17 maggio, cioè dalla Notte dei Musei, quando la chiusura del monumento più visitato in Italia fu scongiurata in extremis da una nostra proposta e dalla disponibilità dei lavoratori, non è ancora arrivato alcun segnale su una possibile soluzione per il "caso" Colosseo, che rischia la paralisi ». Il problema, ancora una volta, è quello della cronica carenza di custodi: al Colosseo, attualmente, sono assegnate alla vigilanza 29 persone, di cui 2 part-time, mentre «per dotazione organica dovrebbero essere almeno 45» spiega Natale Di Cola segretario generale della Fp Cgil di Roma e Lazio. Che ha lanciato una proposta: distaccare in mobilità volontaria almeno 30 unità di personale con la stessa funzione dalla Provincia per assegnarle all'area archeologica centrale. La partita per le aperture serali del venerdì è, infatti, legata indirettamente a quella generale per l'aumento di organico nell'area archeologica centrale, perché il personale già aggravato da un pesante carico di lavoro quotidiano e ancora in attesa degli arretrati dello scorso anno è restio a dare la propria adesione per impegni aggiuntivi. Ecco perché Claudio Meloni, responsabile nazionale per i Beni culturali della Cgil, ieri ammetteva: «Nonostante il nostro impegno, allo stato dei fatti non è detto che la prima apertura prolungata del Colosseo non slitti al prossimo venerdì perché finora le adesioni del personale arrivate non sono sufficienti». Ma la soluzione alla cronica carenza di personale che affligge il monumento più visitato d'Italia (5,6 milioni di biglietti staccati per quasi 40 milioni di incassi nel 2013) sarebbe finalmente in arrivo. Il ministero dei Beni culturali ha, infatti, elaborato un piano sperimentale per il Colosseo e l'area archeologica centrale che spiegano dall'entourage di Franceschini permetterebbe di coprire circa 800 turni in più, pari a 35 unità di personale aggiuntivo. Il progetto, in stadio avanzato, prevede il "recupero" di custodi in questo modo: alcune unità di personale verrebbero spostate da siti "minori" della Soprintendenza archeologica di Roma, come il parco delle Tombe di via Latina; altre arriverebbero, invece, con il rientro del personale oggi distaccato su altre strutture romane del Mibact, come l'Archivio centrale dello Stato. E, ancora, si prevede l'utilizzo, a rotazione, per il Colosseo della vigilanza impiegata nelle sedi stesse del ministero, anche a livello regionale, mentre si sta considerando anche la possibilità della mobilità interregionale volontaria per custodi oggi in servizio altrove. La bozza del piano sarebbe fra i temi trattati ieri pomeriggio in un incontro fra il ministro e la soprintendente Mariarosaria Barbera, con cui in mattinata Franceschini aveva visitato l'area archeologica di Portus a Fiumicino. Un sito unico al mondo, ma poco conosciuto, con 3000 visite in media all'anno e solo su prenotazione. Anche per i porti di Claudio e Traiano, il problema è la carenza di personale: «Serve sull'area un progetto strutturale in modo da raddoppiare le visite ogni anno, arrivando a 30mila presenze per il 2016, e da assicurare un'apertura al pubblico tutti i giorni aveva spiegato Barbera Ma per fare questo è necessario che il personale, tra vigilanza e risorse umane tecniche, sia almeno quintuplicato ». Attualmente, infatti, il sito conta solo, oltre al direttore del parco e a un architetto che segue il verde, su due assistenti all'accoglienza e vigilanza in servizio al Museo delle Na- vi, "prestati" part-time al Porto di Traiano. Dopo aver visitato l'area, in parte pubblica e in parte privata, e i cantieri di scavo in corso, Franceschini ha dichiarato: «Non c'è un luogo al mondo di questa bellezza e importanza archeologica vicino a un aeroporto internazionale. Lavoreremo a un progetto per valorizzarlo perché le potenzialità sono enormi». E il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, poco dopo la visita, ha annunciato: «Il ministro ha preso un impegno straordinario: convocare una sorta di conferenza dei servizi, con tutte le istituzioni, per ragionare su un progetto complessivo di valorizzazione dei porti imperiali».