NEW YORK - Piove e Veltroni bloccato nel traffico di Manhattan guarda dal finestrino i sacchi dell'immondizia sui marciapiedi e le limousine ferme in doppia fila. Non è come da noi. qui circolano soprattutto taxi e bus. Il carico e scarico delle merci è regolato da norme severe. Ma la visione delle bu-ste nere che lievitano e si gonfiano appesantite dall'acqua produce sul primo cittadino romano un effetto per così dire balsamico. Il sollievo di condividere con qualcuno un problema irrisolto. Il "qualcuno" di cui parliamo è Michael Bloomberg. sindaco di New York, che ieri Veltroni ha incontrato iniziando così il secondo giorno della sua missione americana. «È vero, abbiamo gli stessi problemi - ammette Bloomberg - la casa, la scuola, l'inquinamento, ma io dalla finestra del mio ufficio non ho il panorama dei Fori che ha lui...». Se Bloomberg non ha perso il suo buon umore molto dipende dal miliardo e mezzo di dollari che ha a disposizione per ripulire la sua città. Una cifra che mette in moto ogni giorno un esercito di 8000 dipendenti. Roma e New York in futuro avranno qualcos'altro da dividere, che non sia il problema della pulizia delle strade. Veltroni lo spiega: «In futuro le nostre due città collaboreranno per offrire al turismo cinese un'unica offerta turistica». Sarà qualcosa del tipo, compri uno e visiti due, un pacchetto da proporre ai tour operator. E non finisce qui: «Stiamo perfezionando anche un secondo accordo per incrementare lo scambio culturale scolastico. Finora questo accadeva soltanto tra il nostro Ennio Quirino Visconti e il Sorrentino, un liceo newyorkese. Ora allargheremo questa esperienza per favorire il dialogo anche via internet tra gli studenti». Il tema è caro soprattutto a Bloomberg per il quale la scuola resta il problema numero uno. Quella pubblica lascia molto a desiderare al punto che il sindaco ha preteso dei test per veri-ficare il livello raggiunto dalle scolaresche. Quella privata costa cara e possono permettersela solo i ricchi. Da qui l'impegno del sindaco newyorkese, un repubblicano con idee liberali, contestato però dalla stampa locale in più occasioni. Per non aver sciolto i suoi conflitti di interesse. Per ostinarsi a voler costruire un mega-stadio primo ancora di sapere se il Cio assegnerà le Olimpiadi del 2012 a New York, candidata insieme ad altre grandi capitali. Per non aver saputo arginare la Convention dei repubblicani che in autunno paralizzò Manhattan. Prima di congedarsi Bloomberg ha consegnato a Veltroni le chiavi della città e si è complimentato: «Avete accolto milioni di pellegrini, siete stati bravissimi». Il vero scopo della missione veltroniana (al netto delle implicazioni politiche personali) rimane l'alleanza sul fronte artistico e culturale. Settore affidato in questo viaggio a Raffaele Ranucci, direttore del Palaexpò e delle Scuderie del Quirinale. Che può tornare a casa soddisfatto: «Con il Guggenheim abbiamo raggiunto tre accordi importanti - dice Ranucci, futuro assessore nella giunta Marrazzo - per la realizzazione di tre mostre tra il 2006 e il 2007. La prima esposizione avrà per tema la Motocicletta. Verrà allestita nell'autunno del 2006. È la stessa che ha già fatto il pienone a New York, Las Vegas e Bilbao. L'anno dopo, sempre al Palaexpo, in primavera, ci sarà la prosecuzione della mostra del Guggenheim che abbraccerà il periodo che va dal dopoguerra a oggi. Infine nel 2008 si terrà una grande mostra in collaborazione con il Moma, il Museum of modern art». Veltroni a New York ha molti amici. Tra questi Mario Cuomo, l'ex governatore dello Stato che nel '94 lasciò la sua poltrona a George Pataki. dopo averla occupata per 12 anni. Ora l'anziano esponente dei democratici, il primo italo-americano a ricoprire un ruolo di primo piano negli Usa, promuove se stesso e la causa del suo partito dal 42 piano del grattacielo che ospita la sua società. «Credo che gli americani non dovrebbero guardare all'Italia soltanto come ad una meta turistica ma anche come ad importante alleato», ha detto Cuomo. sempre legato al nostro Paese. Due ore dopo il primo cittadino capitolino era dall'ex sindaco Rudolph Giuliani. Altro tuffo nel passato. A riportarlo nel presente sarà oggi il trasferimento a Washington per incontrare l'ex segretario di Stato Colin Powell, Hillary Clinton e l'astro nascente dei democratici Barak Obama, l'unico senatore nero d'America.