Sono pitture tardo gotiche finora sconosciute. Gli esperti a caccia dell'autore A ogni restauro, Venezia regala sorprese. È successo alle Procuratie Vecchie, dove sotto la fuliggine nera sono comparse tracce di color ocra. E ora accade per i restauri alla cappella dell'Addolorata nella chiesa di San Zaccaria che hanno riportato alla luce una pittura murale di periodo tardo gotico raffigurante due cherubini e il Padre eterno. Chi li abbia realizzati per ora rimane un mistero, della loro presenza nessuno era a conoscenza e non ce n'è traccia negli archivi della Serenessima. Sarà che la cappella dell'Addolorata, in qualsiasi guida o libro d'arte che sia, viene solo citata quale luogo di passaggio tra la cappella di Sant'Atanasio, che custodisce dipinti di Jacopo Tintoretto e di Gian Battista Tiepolo e la cappella di San Tarasio con i polittici di Vivarini e Giovanni d'Alemagna. In mezzo a tanti capolavori, l'Addolorata di fatto è passata spesso in secondo piano. Eppure, anche nella terza cappella della chiesa di San Zaccaria sono emerse opere che, a detta degli esperti della Soprintendenza veneziana, rivelano «la finezza calligrafica di un artista di ottime qualità». «Ogni volta ci accorgiamo che a Venezia c'è sempre da studiare », scherza Emanuela Zacchetta della Soprintendenza ai beni culturali. L'opera di restauro è stato decisa due anni fa, il comitato olandese per la salvaguardia di Venezia (Stichting Nederlands Venetie Comité) ha finanziato l'intervento al polittico della Vergine nella cappello di San Tarasio e quindi ha deciso di proseguire il lavoro con l'Addolorata. Nella prima fase del restauro sono stati rimossi alcuni rivestimenti sulle pareti, è stata messa in sicurezza la volta e sono state eseguite varie indagini scientifiche. Nella seconda fase, la pulitura, sono emerse le tre figure sconosciute. Gli esperti sono però dell'idea che potrebbero non essere le uniche sorprese. La parete è decorata con festoni floreali e sono da mettere in relazione con l'uso di questa cappella. Solo lo studio approfondito darà maggiori elementi di ricerca, si sa già comunque che l'area era ad uso esclusivo delle monache e i disegni sarebbero da collegare a questo. La chiesa di San Zaccaria è una delle più antiche della città, la prima struttura risale al nono secolo e i dogi Angelo e Giustiniano Partecipazio vi aggiunsero un monastero di Benedettine. Della chiesa originaria tuttavia non rimane nulla, nel 1105 fu distrutta da un incendio nel quale si racconta morirono più di cento suore. La struttura attuale è quella quattrocentesca di Mauro Codussi.
VENEZIA-San Zaccaria, la pulitura riporta alla luce antichi dipinti murali
A Venezia, durante i restauri alla cappella dell'Addolorata nella chiesa di San Zaccaria, sono state scoperte pitture tardo gotiche finora sconosciute. Le opere raffigurano due cherubini e il Padre eterno e sono state eseguite con una finezza calligrafica di un artista di ottime qualità. Gli esperti della Soprintendenza veneziana ritengono che le figure sconosciute potrebbero non essere le uniche sorprese, poiché la parete è decorata con festoni floreali che potrebbero essere collegati all'uso esclusivo della cappella delle monache. La chiesa di San Zaccaria è una delle più antiche di Venezia, con una struttura quattrocentesca di Mauro Codussi.
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