Intervista a Marcella Giorgio, presidente di ANA Toscana, l'Associazione Nazionale Archeologi. Dott.ssa Marcella Giorgio, lo scorso 3 febbraio è stato siglato un accordo tra Comune di Pisa, Soprintendenza e Prefettura per la creazione di una "sezione specializzata di volontari per il pronto intervento", affidando all'associazione "Amici dei Musei e dei Monumenti Pisani", (dunque volontari e non professionisti), la manutenzione dei beni culturali. ANA Toscana con altre associazioni di categoria ha preso una ferma posizione. «ANA Toscana ha ravvisato una difficoltà in tale intesa poiché con la scusa della buona volontà generale, si effettuava una sostituzione deliberata dei professionisti con i volontari, perpetrando l'idea che i beni culturali siano sempre e soltanto un un divertissement o un buco nero ingestibile che risucchia i fondi. Ci ha preoccupato il fatto che, per sostenere i costi di manutenzione o gestione ordinaria dei beni culturali, si volessero abbattere i costi professionali e del lavoro ricorrendo a prestazioni di personale volontario. Il rischio è che le azioni di volontariato, che meritoriamente esercitano una funzione sussidiaria nel Paese, possano entrare, se non opportunamente definite, in concorrenza con il professionismo». Il Comune di Pisa ha parlato di "volontariato sociale". Si può conciliare secondo lei, il rapporto volontariato e professionismo nei beni culturali? «La legge 26611-agosto 1991 sul volontariato e la legge 414-gennaio 1993 si esprimono chiaramente sul ruolo dei volontari nei beni culturali, definendone le attività in ambito di coadiuvazione e cooperazione con lo Stato e non di sostituzione ad esso». Lo scorso 30 giugno presso la Gispoteca di Arte antica di Pisa si è tenuta una tavola rotonda sull'argomento. Si è giunti ad un accordo? «Il dibattito pubblico del 30 Giugno scorso è stato organizzato e promosso dal Coordinamento dei Cittadini attivi e delle associazioni di professionisti per i beni culturali. Nello specifico hanno effettivamente preso parte al dibattito personalità della Regione Toscana, del Comune di Pisa, dell'Università, della Soprintendenza e della Provincia. Tutti i partecipanti al dibattito hanno concordato su come tale intesa, seppur di buone intenzioni, violi le norme nazionali e le indicazioni regionali sul volontariato nel settore dei beni culturali. Tali affermazioni nei fatti ci fanno comprendere come ormai l'accordo sia poco più che carta straccia ed è per questo che ANA Toscana invita nuovamente i firmatari a riparare a qualcosa che lo stesso Prefetto Tagliente ha definito "scritto in maniera impropria"». La Camera ha definitivamente approvato la proposta di legge sul professionismo che, con modifiche al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (Decr. Leg. 22 gennaio 2004, n. 42), parla di "professionisti competenti ad eseguire interventi sui beni Culturali" (art.9 bis). La vostra proposta è in linea con quanto previsto dalla nuova legge. «È un momento storico per tutte quelle persone che hanno scelto di fare dei beni culturali una professione. Finalmente si dà dignità professionale a decine di migliaia di professionisti. ANA Toscana fin dalla sua costituzione ha perseguito con chiarezza l'obiettivo del riconoscimento giuridico come unica strada praticabile per offrire dignità, tutele e diritti a chi si occupa di beni culturali. Il successo di oggi permetterà finalmente di costruire una migliore archeologia per il domani».