La Scala batte tutti, ma imprenditori e società non dimenticano l'Orchestra sinfonica Giuseppe Verdi e il Pierlombardo. Privati generosi anche con la fondazione Trapezio, costituita dagli Amici della Scala per svolgere un'attività editoriale, con la Fondazione Trussardi e la Feltrinelli e con la fondazione Nova Res Publica voluta da Berlusconi per arricchire l'azione politica di Forza Italia. Come in passato, non rimane a bocca asciutta chi dirige la propria azione verso il miglioramento della qualità della vita: anche l'anno scorso sono arrivati fondi consistenti per il Fondo italiano per l'ambiente (Fai). Sono questi i principali beneficiari milanesi delle «erogazioni liberali» previste da una legge del 2000, che nel 2004 hanno registrato un incremento dell'1-1,7 per cento rispetto all'anno precedente, La Lombardia, com'è ormai tradizione, si trova a far la parte del leone, attestandosi al 48 per cento delle erogazioni complessivi di 19 milioni di euro. «E' positivo che sia aumentata la cifra destinata dagli imprenditori al sostegno dei programmi culturali commenta l'ex ministro per i Beni e le Attività culturali, Giuliano Urbani Questi dati testimoniano che sempre più aziende, per valorizzare il marchio, cercano di associare il loro nome alla cultura». La norma sulle «erogazioni liberali», che si applica agli utili delle imprese, consente ai privati la piena deducibilità dei contributi fino a un tetto massimo per lo Stato di 135 milioni di euro, finora mai neanche lontanamente raggiunto. Dal ministero non nascondono che sono ancora pochi i donatori che vengono allo scoperto e tra i motivi, oltre alla contingenza economica, ci sono la scarsa informazione e la complessità del meccanismo legislativo, su cui si sta cercando di intervenire. Ma la vera zeppa al micro-mecenatismo è un'altra; al momento non è previsto alcun beneficio fiscale per il cittadino comune. «Purtroppo la crisi di governo dice Urbani ha bloccato l'iter del disegno di legge sulla competitività, all'interno del quale c'è una norma rivoluzionaria che permette anche alle persone fisiche e agli enti non commerciali di fare le donazioni liberali. Speriamo che il percorso riprenda al più presto». Questa novità, secondo Urbani, «darà una grandissima opportunità ai piccoli musei e alle diverse orchestre perché si scatenerà una specie di competizione virtuosa». In prospettiva, dunque, per i privati impegnati a sostenere la cultura sarà possibile dedurre il contributo dalla dichiarazione dei redditi. Nell'elenco dei beneficiari milanesi primeggia per il 2004 la Fondazione Teatro alla Scala, che riceve contributi per 4.102.000 euro, All'Orchestra Verdi sono andati 430 mila euro, 369 mila alla Fondazione Pierlombardo. Sul fronte Beni culturali, a quota 609 mila si trovano sia la Fondazione Trapezio che il Fai, subito dopo, con 600 mila euro, c'è la Fondazione Nicola Trussardi. Alla Fondazione Nova Res Publica sono arrivati 292 mila euro e ce ne sono 161 mila per la Fondazione Russia Cristiana, che promuove studi e ricerche di carattere teologico, filosofico e artistico sui Paesi dell'Est Europa. Tra i maggiori finanziatori, l'Aem, Banca Intesa, la Banca Popolare di Milano, la Banca Nazionale del Lavoro, la Fondazione Cariplo, Unicredito, Telecom Italia, Pirelli.
Donazioni, il Piermarini il più amato dai mecenati
La Scala batte tutti, ma imprenditori e società non dimenticano l'Orchestra sinfonica Giuseppe Verdi e il Pierlombardo. Privati generosi anche con la fondazione Trapezio, costituita dagli Amici della Scala per svolgere un'attività editoriale, con la Fondazione Trussardi e la Feltrinelli e con la fondazione Nova Res Publica voluta da Berlusconi per arricchire l'azione politica di Forza Italia. La Lombardia si trova a far la parte del leone, attestandosi al 48 per cento delle erogazioni complessivi di 19 milioni di euro.
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