BASTA sciopero selvaggio a Pompei. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha scelto la presentazione della relazione sull'attività 2013 della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali per ribadire che le agitazioni sindacali della settimana scorsa a Pompei «hanno avuto una ricaduta negativa sull'immagine dell'Italia a livello internazionale ». Per il presidente del Senato quello del sito vesuviano «è uno tra i casi più recenti, anche se di portata limitata in termini di numero di persone direttamente coinvolte. Ma in un periodo di crisi economica generalizzata ha aggiunto Grasso - vi è il rischio che azioni di questo tipo possano dare avvio a un circo- lo vizioso, con la tendenza a deviare gli itinerari turistici verso destinazioni diverse, cosa che accentuerebbe il danno economico e occupazionale a livello locale e, se questi eventi si moltiplicassero, anche a livello nazionale ». Di qui, per l'ex magistrato, la necessità «di adeguare la nostra legislazione in materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali ». Era stato lo stesso ministro per i Beni e le attività culturali, Dario Franceschini, a bocciare la protesta pompeiana di Cisl, Uil, Unsa, Usba e Filp: «Non ha senso aveva detto - i musei sono un servizio pubblico come lo sono i treni e gli aerei, non è possibile pensare che un'assemblea blocchi il sito e lasci fuori centinaia di turisti sotto il sole». Protesta dalla quale si era dissociata la Cgil Campania che domani a mezzodistribuzione giorno, assieme alla Fillea, tiene una conferenza stampa sull'intera vicenda Pompei, con i segretari generali Franco Tavella e Giovanni Sannino. Questione di giorni, intanto, e dagli uffici della soprintendenza archeologica di Pompei, Ercolano e Stabia arriverà la prima risposta alle tensioni sindacali: il varo della riorganizzazione del lavoro, che prevede il potenziamento del sito di Pompei, affiancando al direttore degli scavi una serie di funzionari architetti e archeologi. Stessa misura verrà adottata per gli uffici di Ercolano, Stabiae, Oplontis e Boscoreale, con una ri- dei funzionari per territorio. In dirittura di arrivo anche la riorganizzazione della vigilanza per i circa 140 custodi che operano a Pompei su tre turni, con una presenza di 25-26 addetti per cambio. Certa invece l'apertura serale da luglio a ottobre degli scavi Pompei ed Ercolano il venerdì sera dalle 20 alle 22, con ingresso a pagamento, anche se la biglietteria di Pompei ancora non applica la norma che elimina l'ingresso gratuito per gli ultra 65enni: manca ancora la comunicazione ufficiale da Roma.