MILANO Chiude con una riduzione del patrimonio netto di 8,3 milioni di euro il bilancio 2004 della Fondazione Teatro alla Scala di Milano. Un deficit ancora pesante (nel 2003 questo dato era stato pari a 6,89 milioni) ma migliore delle attese: il preconsuntivo, infatti, indicava una perdita di 14,5 milioni. La situazione è migliorata grazie anche a due contributi straordinari a patrimonio della Regione Lombardia (5 milioni) e della Camera di commercio (un milione), a un contributo alla gestione, sempre straordinario, della Fondazione Cariplo (un milione) e all'ingresso di Poste italiane tra i soci fondatori privati per il 2004-2006. A fine anno il patrimonio netto era pari a 99,6 milioni. I conti del Teatro milanese, dove martedì prossimo arriverà il nuovo sovrintendente Stéphane Lissner, sono stati approvati ieri dal consiglio di amministrazione. Al termine della riunione, Bruno Ermolli, vicepresidente, si è dichiarato «ottimista». È un bilancio con dati «migliorativi ha detto rispetto alle previsioni che avevamo». I dati saranno comunicati all'assemblea dei soci fondatori che si terrà il 13 maggio. L'ottimismo di Ermolli riguarda anche il 2005, per il quale si teme un buco in bilancio di circa 16 milioni. «Sulle cifre esatte ha spiegato il vicepresidente devo ancora avere i dati perché sul consuntivo 2005 stanno ancora lavorando e comunque l'esercizio è ancora in corso». Ermolli ha ammesso però che la cifra non si dovrebbe discostare molto da quella di cui si parla da tempo. La speranza è che venga confermata l'intenzione di alcuni soci fondatori di offrire alla Scala un finanziamento straordinario per un totale di 10 milioni, che verrebbero a coprire buona parte del deficit. Pirelli, Mediaset e il nuovo socio Acciaierie Riva hanno già promesso un milione di euro a testa. Discorso a parte, invece, per il Teatro degli Arcimboldi, che «riguarda il Comune ha sottolineato Ermolli e non la Fondazione Scala. Non so se uscirà dal sistema Scala, ma mi sembra che si stia costituendo una fondazione di cui la Scala potrebbe essere partecipe». Tornando ai conti del teatro lirico, il valore della produzione nel 2004 è stato di 86,23 milioni cui si contrappongono costi per 90,144 milioni: il 66 circa di questi è da attribuire alla spesa per il personale. In discesa, invece, i costi della gestione, diminuiti del 2,3 rispetto al budget. Sul fronte delle entrate, i ricavi propri sono ammontati a 27,45 milioni. Ma le risorse principali arrivano dal pubblico: il contributo del Fondo unico per lo spettacolo è stato l'anno scorso di 33,976 milioni; a questi si sono aggiunti 7,344 milioni di contributi alla gestione da parte di enti pubblici. Dai privati, sempre in conto gestione, sono arrivati altri 17,468 milioni L'ammontare complessivo dei contributi è quindi stato pari a 58,78 milioni. Ad appesantire i conti della Scala ha senz'altro contribuito da un lato il trasloco agli Arcimboldi e il rientro al Piermarini per un ammontare complessivo di oneri straordinari tra il 2002 e il 2005 di 14,5 milioni, dall'altro il taglio alle risorse dello Stato, che nel 2004 in seguito al cosiddetto "decreto taglia spese" si sono ridotte di 5,7 milioni rispetto al 2003. Intanto sono sostanzialmente completati i lavori al Piermarini. Anche il trasloco dalla Bicocca è quasi finito. Ma il rinnovo della struttura di Piazza Scala non si ferma qui. I primi passi per la ristrutturazione della palazzina di Via Verdi sono già stati avviati e in tempi brevi sarà assegnato l'incarico per la progettazione definitiva.
Formigoni aiuta la Scala
Il bilancio 2004 della Fondazione Teatro alla Scala di Milano ha registrato una riduzione del patrimonio netto di 8,3 milioni di euro, con un deficit di 6,89 milioni nel 2003. La situazione è migliorata grazie a contributi straordinari della Regione Lombardia e della Camera di commercio, nonché all'ingresso di Poste italiane tra i soci fondatori privati. Il patrimonio netto è stato di 99,6 milioni. I conti del Teatro milanese sono stati approvati dal consiglio di amministrazione e il vicepresidente Bruno Ermolli è ottimista per il 2005, con un buco in bilancio di circa 16 milioni.
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