Sono in tanti a sperare che la politica faciliti lo sviluppo e incoraggi l'azione di tanti imprenditori locali Lentini. Oltre la crisi, c'è un cuore che vive. Basterebbe guardare con occhi diversi la città per constatare che chiese, palazzi, siti ARCHEOLOGICI e beni culturali sono autentiche risorse che andrebbero valorizzate. Secondo gli studiosi, si tratta di un territorio ricco di aree archeologiche tra le più antiche della Sicilia, di un centro urbano con 17 chiese che ancora trasudano storia, una dozzina di palazzi ottocenteschi, un tessuto urbano del centro storico che evidenzia ancora l'impianto medievale della città. E poi l'invaso del Biviere e molto altro ancora. «Tutto ciò rappresenta un grosso potenziale - dice Carlo Maci, responsabile della Protezione civile - che, se adeguatamente valorizzato potrebbe rappresentare una grande potenzialità culturale, turistica ed economica per la città e per i vicini centri». Secondo il funzionario che per lavoro, ha svolto studi approfonditi sulla città, poi racchiusi in un volume dal titolo "Conoscere Lentini - guida per la scoperta della città e del suo territorio", se solo si volesse, la città potrebbe essere un volano fondamentale per rilanciare l'economia del territorio, forte delle potenzialità climatiche oltre che dalla posizione geografica. Insomma una città la cui principale caratteristica è una via di mezzo fra il mare e le colline, fra la terra e l'acqua, che di sicuro non ha nulla da invidiare a quelle del nord. Un grosso centro tra le altre cose ben collegato a Catania e Siracusa attraverso una nuova rete autostradale, dove anche il servizio di Protezione Civile comunale è ormai ben collaudato. Diretto dall'architetto Pippo Lundari, Carlo Maci ne è appunto il responsabile affiancato da due dipendenti comunali: Renato Rizzo e Maria Luisa Scandurro. Poi ci sono quindici volontari e un'infinità di associazioni che collaborano, sempre pronti a intervenire in caso di bisogno. Tutti uniti da un unico obiettivo: prodigarsi, ovviamente a titolo gratuito, per il bene della collettività. Dopo anni di intenso lavoro svolto per studiare ogni angolo della città, come nel dedalo di viuzze del quartiere San Paolo con una sola strada in entrata e in uscita, dove neanche i vigili del fuoco riescono ad entrare, Maci spiega: «Nel tempo, numerosi e coraggiosi imprenditori locali hanno investito nella creazione di strutture ricettive di ogni tipologia, sperando che prima o poi il flusso turistico non tardasse ad arrivare. Ovviamente sono in tanti a sperare che la politica faciliti questo sviluppo dando il proprio contributo alla città, in tempi celeri».