È UNAchiamata alle origini che passa dai padiglioni di Rho-Pero, quella che ha lanciato Expo. Con un obiettivo: far ritornare in patria (o nella patria dei loro nonni e bisnonni) nel 2015 almeno un milione di italiani sparsi per il mondo, dagli Stati Uniti all'Argentina fino all'Australia. E farlo con un "lasciapassare", una carta che verrà attivata acquistando un biglietto per l'Esposizione a un prezzo speciale (il 25 per cento in meno) e permetterà di avere altri sconti: sui biglietti aerei (Alitalia ed Etihad), sui viaggi in treno di Trenitalia, sui servizi degli sponsor di Expo, ma anche negli hotel, nei ristoranti, per fare shopping, nei musei, o di avere un'accoglienza speciale sul sito. È un'altra rete lanciata per riuscire a raggiungere il traguardo dei 20 milioni di visitatori e dei 24 milioni di biglietti venduti, "Made of italians". Un progetto a cui partecipa Uvet, il colosso dei viaggi, che ha prenotato 500mila ticket che fa parte dell'elenco di impegni del governo per il 2015 e che è ufficialmente partito da New York. «Con tutta la forza simbolica che questa città rappresenta per gli italiani nel mondo», dice il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina. È stato lui, insieme a una squadra di Expo spa capitanata da Piero Galli, a volare negli Stati Uniti per una missione che si concluderà all'Onu. Ma nei giorni in cui il magistrato anticorruzione Raffaele Cantone inizierà a controllare i contratti che la spa dovrà lanciare, è partito un altro appello. Lo ha fatto Giuliano Pisapia parlando di Expo in Consiglio comunale. Una chiamata alla responsabilità di tutte le forze politiche. A causa dei ritardi del passato, ha detto il sindaco, è stato «imposto a questa amministrazione di procedere a tappe forzate» verso il 2015. Per questo «è necessario a meno di un anno dall'inizio un vero patto della città per la città». Un «impegno comune» che, ha aggiunto, «dobbiamo alle tante persone perbene e oneste che lavorano con passione e senza sosta per Expo e soprattutto ai temi di Expo». Perché, ha detto, dopo le inchieste non bisogna «abbassare la guardia», ma «Expo si farà». Altrimenti, «sarebbe una brutta figura per Milano e per il Paese intero. Sarebbe una repubblica delle banane».