Sfrattati. La biblioteca di Amedeo Maiuri, il più grande pompeianista attivo nell'area archeologica di Pompei, e gli archeologi del Centro internazionale per gli studi pompeiani, il Cips, devono lasciare i locali occupati dal dicembre 2012 al secondo piano del Palazzo comunale di Pompei. Spiega il direttore del centro, l'archeologo Umberto Pappalardo. "Ho ricevuto dal nuovo sindaco di Pompei, Nando Uliano, una lettera di sfratto a 20 giorni. Sono sorpreso e amareggiato - confida Pappalardo - un centro di ricerca internazionale, gestito a titolo gratuito dall'università Suor Orsola Benincasa a favore della comunità cittadina che viene messo alla porta costituisce una grave perdita per Pompei". Le stanze del secondo piano del municipio ospitano il "Fondo Maiuri", grazie a una convenzione stipulata fra il Suor Orsola Benincasa e il Comune di Pompei, quando era sindaco Claudio D'Alessio. "Un vero e proprio polo culturale di ricerca storica ed archeologica - spiega il professore Pappalardo - dal momento che la nostra università conduce anche scavi nell'antica città di Pompei, ed è perciò contemporaneamente il centro di elaborazione degli oggetti e dei dati emersi negli scavi". Commenta lo studioso: "Sarà impossibile andare via in 20 giorni, si tratta di un fondo soggetto a vincolo da parte del ministero per i Beni culturali, per cui devono essere date della garanzie di incolumità sia da parte dell'università che del Comune. Ci sono oggetti di valore storico, per giunta delicati, per i quali va garantito non solo un adeguato trasporto ma anche l'assegnazione di una sede idonea, in termini di dignità e di sicurezza, per la quale anche la Soprintendenza archivistica della Campania dovrà dare la sua approvazione. Vorrà dire - afferma il professore Pappalardo - che continueremo a chiamarci Centro studi pompeiani ma saremo altrove. Sì, quasi una beffa in un momento in cui l'attenzione internazionale è concentrata sugli Scavi". Nel frattempo sta per partire un appello da parte di studiosi e archeologici italiani e stranieri per scongiurare l'allontanamento della biblioteca di Amedeo Maiuri dalla città alla quale l'insigne archeologo, scomparso nel 1963, dedicò la vita.
Il centro Amedeo Maiuri "Ci stanno sfrattando". Denuncia del responsabile: "Il Comune di Pompei ci manda via"
Il Centro internazionale per gli studi pompeiani (Cips) e la biblioteca di Amedeo Maiuri devono lasciare il Palazzo comunale di Pompei entro il 20 giorni. Il direttore del Cips, Umberto Pappalardo, è sorpreso e amareggiato dalla decisione. La biblioteca ospita il "Fondo Maiuri", un polo culturale di ricerca storica ed archeologica. Pappalardo spiega che il centro è soggetto a vincolo da parte del ministero per i Beni culturali e che dovrà essere garantito un adeguato trasporto e una sede idonea per gli oggetti di valore storico. L'arco di tempo di 20 giorni è considerato troppo breve per un'operazione di questo tipo.
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