Taormina: «Fateci gestire il nostro monumento». L'incasso basterebbe per la Fondazione Catania. I teatri siciliani di pietra e i musei sono in rivolta contro la Regione che dal 1 luglio introdurrà il pos (la "macchinetta" per pagare con carta di credito) nelle biglietterie per cui gli incassi andranno direttamente alla Regione, la quale provvederà poi a ripartirli all'assessorato regionale ai Beni culturali, alle soprintendenze e ai Comuni. Già è scattato l'allarme a Siracusa (ce ne siamo occupati ieri nelle Cronache cittadine a fima di Isabella Di Bartolo) per quel che riguarda la visita al Parco della Neapolis e al museo Paolo Orsi. Ora è il turno della protesta di Taormina, anche perché la questione si intreccia con la pressante richiesta di creare la Fondazione di Taormina Arte per dare sicurezza dello stanziamento e sicurezza del futuro dei dipendenti dell'Ente. Dovete sapere che nella capitale del nostro turismo per visitare il teatro antico si pagano 8 euro, per vedere la villa dell'Isola Bella e il parco archeologico di Naxos bastano 4 euro, e per entrare solo nel parco archeologico si pagano 2 euro. Con lo sbigliettamento del teatro antico il ricavato è stato l'anno scorso di circa 4 milioni con circa 700 mila presenze (gruppi e scolaresche compresi). Il 30 di questo incasso come per legge regionale è andato al Comune, cioè circa 1,2 milioni con cui ha pagato il servizio delle «maschere», i turni di straordinario, la luce eccetera. Tenuto conto che istituire la Fondazione è diventata una necessità e che i dipendenti di Taoarte stanno lavorando senza stipendio logica vorrebbe che gli incassi potessero costituire la base finanziaria di questa sospirata Fondazione della quale si parla da mezzo secolo. Naturalmente ci vuole una legge per cambiare la legge, ma a questo dovrebbero provvedere i politici regionali. Il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, dice: «Siccome adesso scade la convenzione con l'assessorato regionale ai Beni culturale farò ufficialmente questa proposta: "Dateci la totale gestione del teatro antico, che è patrimonio indiscutibile di Taormina, per il resto non vogliamo nulla, penseremo a tutto da soli". L'idea della Regione è addirittura quella di toglierci anche questo 30». Affidare il teatro antico ad una Fondazione presieduta dal sindaco di Taormina e composta dal sindaco di Messina, dal presidente della Provincia (ammesso che l'ente intermedio resti), dal presidente della Camera di commercio e dal rappresentante degli albergatori taorminesi significa poter programmare per tempo le manifestazioni cogliendo le opportunità migliori. Certamente non si vuole procedere a tagli del personale, che si è dimostrato attaccato al lavoro, ma lo scopo è quello di potenziare la struttura artistica togliendola dalla soggezione di improvvisati organizzatori romani che si arricchiscono sfruttando il marchio di Taormina. A nome dell'associazione albergatori è intervenuto il presidente di Confindustria Alberghi Sebastiano De Luca offrendo il sostegno di idee e di compartecipazione nella Fondazione. La Regione ha il vecchio vizio di essere accentratrice, un vizio che il presidente Crocetta non è ancora riuscito a levare. Ma perché il Comune di Taormina che paga il personale all'ingresso del teatro antico, che paga la pulizia, che paga l'energia elettrica deve ricevere solo il 30 e viene privato dalla Regione, in questo caso matrigna, di risorse preziose per la programmazione degli eventi e il potenziamento delle attività turistiche. Taormina è la vetrina più visibile e più vista della Sicilia, non è giusto mortificarla nelle sue legittime aspettative, anche perché il turismo è una risorsa che si diffonde in tutto il territorio. C'è un vecchio detto taorminese: «Di patruni addivintamu garzuni». Da padroni di casa siamo diventati servitori. Taormina non è serva di nessuno, così come l'artistocratica Siracusa: e allora Crocetta venga incontro alle aspettative dei Comuni lasciando che essi stessi gestiscano i propri tesori di cui sono custodi. Non molto tempo fa, in seguito ad una nostra sollecitazione, ci aveva parlato della sua intenzione di creare la Fondazione di Taormina Arte, così come a Siracusa c'è la Fondazione dell'Inda. E' il momento di mettere in pratica le buone intenzioni svecchiando un antico sistema accentratore. 29062014
SICILIA - Teatri in pietra e musei in rivolta contro la Regione "vampira"
La Regione siciliana ha introdotto il pos (sistema di pagamento con carta di credito) nelle biglietterie dei teatri siciliani di pietra e dei musei, con l'incasso che andrà direttamente alla Regione. I teatri e i musei si sono rivolti contro questa misura, affermando che gli incassi dovrebbero andare direttamente ai Comuni, che sono i custodi dei monumenti. Il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, ha proposto di affidare la gestione del teatro antico a una Fondazione presieduta dal sindaco di Taormina e da altri rappresentanti locali, in modo da poter programmare per tempo le manifestazioni e potenziare la struttura artistica.
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Bene culturale
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