Ad aprire il «dibattito» sulla scelta di prosciugare l'acqua sorgiva che affiora al centro del teatro antico è l'associazione Enpa (Ente nazionale protezione animali) che - con una lettera indirizzata al sindaco, al prefetto e ai media, a firma della vicepresidente Stefania Raineri - diffida dal procedere al prosciugamento «del secolare lago naturale stanziato nell'area dell'orchestra del Teatro Romano», «frutto di centinaia di anni di esistenza, al punto da divenire fonte di ammirazione e di attrazione per il già scarso turismo della città». Sappiamo che il laghetto non è secolare e che vanta poco più di un decennio di vita, ma non è solo dal punto di vista PAESAGGISTICO che l'Enpa chiede la tutela del laghetto quanto, e soprattutto, perché «al suo interno è radicato un vero e proprio ecosistema di specie di flora e fauna autoctone, alcune persino protette. Sono presenti pesci, anguille e tartarughe, oltre a piante palustri, ed è, di fatto, l'unica zona umida del centro storico di Catania. A febbraio, per fare un esempio, vi stazionava un martin pescatore che si tuffava nell'acqua. Tra la fauna è presente la testuggine palustre siciliana, specie protetta dalla convenzione di Berna che ne vieta la cattura, la detenzione di esemplari selvatici e la distruzione degli habitat naturali». «Tra queste strane autorizzazioni - continua la lettera aperta - non ci risulta che siano state convocate associazioni di riferimento... come se si stesse parlando di rifare un manto stradale». Di qui, l'appello al sindaco. «Il mondo ci guarda e ci sparla. Che fa lei per dare o ridare lustro a questa martoriata città? Permette che venga distrutto quanto di più bello c'è? ». Infine, dopo essersi detti «annichiliti e pronti a denunciare», si dichiarano «in attesa di immediato intervento». A giro di mail la risposta dell'assessore comunale alla Cultura, Orazio Licandro, che si dice «sconcertato da questo attacco virulento, scomposto e soprattutto totalmente infondato all'amministrazione». «La vicepresidente dell'Enpa ignora, infatti, che a decidere su eventuali lavori all'interno del teatro antico sarebbero organismi diversi dal Comune, ossia l'assessorato regionale ai Beni culturali». Sottolinea che al Comune risulta che si stiano facendo «due carotaggi per lo studio della morfologia del terreno sottostante e dell'andamento delle falde acquifere». «Tutto questo ha scatenato la fantasia della signora, che ha immaginato trivellazioni e attentati all'ecosistema, dando vita a un dozzinale attacco, con impervie argomentazioni ed espressioni al sindaco di Catania. Stia attenta, dunque, la signora Raineri, a parlare di "strane autorizzazioni" attribuendole all'amministrazione e specifichi bene a chi si riferisce quando afferma "siamo annichiliti e pronti a denunciare"». E, dopo avere ribadito che, non avendo nulla a che fare con i lavori, il Comune non doveva consultare alcuno, conclude: «Su una cosa concordiamo con la vicepresidente - ma esiste un presidente? - dell'Enpa. Sul fatto che questa città è sventurata perché qualcuno fa male il proprio dovere. Per esempio, sbagliando clamorosamente mira». P. L. 30062014
SICILIA - La polemica sulla scelta di prosciugare l'acqua sorgiva che affiora al centro del teatro antico
L'associazione Enpa (Ente nazionale protezione animali) ha diffidato al sindaco, al prefetto e ai media di non procedere al prosciugamento dell'acqua sorgiva al centro del Teatro Romano a Catania. L'Enpa sostiene che il laghetto, che non è secolare, ma ha solo 10 anni, è un ecosistema di specie autoctone e protette, come la testuggine palustre siciliana. L'associazione chiede la tutela del laghetto e richiede al sindaco di agire per proteggere l'ecosistema.
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