NESSUN abuso può essere sanato né tollerato nelle aree in cui esistono vincoli di protezione ambientale. Con una nota indirizzata ai Comuni siciliani, l'assessore regionale al Territorio e ambiente Mariarita Sgarlata ha revocato la circolare 2 emessa nel febbraio scorso dal predecessore Mariella Lo Bello. Una circolare, nata da un parere del Consiglio di giustizia amministrativa, che aveva finito per creare solo confusione e generare la convinzione che la Regione avesse deciso di riaprire i termini per la presentazione di nuove richieste di sanatoria. Si era creata anche la convinzione secondo cui la circolare medesima avrebbe apportato innovazioni giuridiche riguardo la sanabilità degli abusi nelle aree con vincoli di inedificabilità. Sullo sfondo, c'è l'abusivismo dilagante, dalle aree metropolitane al più piccolo dei comuni. In Sicilia le istanze di condono ammontano a 30.000, di cui quasi la metà relative a immobili in aree sottoposte a vincoli relativi di vario genere. Ma gli abusi continuano. Solo negli ultimi mesi i vigili urbani hanno accertato circa duecento casi, da Cruillas a Croceverde Giardini, per finire all'Addaura. «Dopo un attento esame con l'ufficio di gabinetto e il dipartimento di Urbanistica, di comune accordo con il presidente Crocetta dice l'assessore Sgarlata abbiamo deciso di revocare la circolare. Ferma restando l'interpretazione giurisprudenziale resa dal Cga, espressa in sede consultiva per il ricorso straordinario di un singolo privato al presidente della Regione siciliana, e considerando che la circolare non comportava alcuna novità nel quadro giuridico e giurisprudenziale sull'argomento, i Comuni potranno esaminare le istanze di condono edilizio ai sensi del decreto legge 2692003, nella piena autonoma determinazione sulle singole fattispecie trattate». Esulta il Movimento 5Stelle che sull'argomento aveva deciso di dare battaglia all'Ars, denunciando l'ennesimo "attentato al paesaggio". «Avere revocato la circolare dice Giampiero Trizzino, presidente della commissione Ambiente e territorio è stato un atto fondamentale a difesa del territorio siciliano. La circolare di fatto allargava l'ultimo condono edilizio agli immobili ricadenti in aree sulle quali insistono vincoli di protezione, tra i quali quelli paesaggistici ed idrogeologici. Per bloccare gli effetti dell'atto, qualche mese fa, avevo depositato un disegno di legge che riperimetrava gli effetti della sanatoria in senso restrittivo; oggi, con la revoca, il testo non è più necessario». Per Roberto Clemente, deputato regionale del Pid Cantiere popolare, si tratta invece di un "atto demagogico". «La revoca dice Clemente si fonda sulla falsa convinzione che il relativo parere del Cga estendesse la portata del condono edilizio del 2003. Non è così e nessun rischio vi era per la tutela del territorio, men che meno per quelle aree sulle quali insistono vincoli di protezione, paesaggistici ed idrogeologici». Sarà, ma già nel febbraio scorso, mentre montava la polemica sul caso, il Consiglio comunale di Palermo con un ordine del giorno faceva proprio il parere emesso dal Cga riaprendo il capitolo dei condoni edilizi.
La Regione ci ripensa, stop al mini-condono
L'assessore regionale al Territorio e ambiente Mariarita Sgarlata ha revocato la circolare 2 emessa nel febbraio scorso dal predecessore Mariella Lo Bello, che aveva creato confusione e generato la convinzione che la Regione avesse deciso di riaprire i termini per la presentazione di nuove richieste di sanatoria. La circolare aveva anche creato la convinzione che avesse apportato innovazioni giuridiche riguardo la sanabilità degli abusi nelle aree con vincoli di inedificabilità. La revoca è stata decisa dopo un attento esame con l'ufficio di gabinetto e il dipartimento di Urbanistica, e ferma restando l'interpretazione giurisprudenziale resa dal Cga.
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