STOCCOLMA - Sotto le rovine della Pompei descritta da Plinio il Vecchio si nasconde un'altra città rasa al suolo dalla furia del Vesuvio. Risale all'Età della Pietra ed è stata recentemente individuata da esperti dell'università di Stoccolma. Essi, conducendo degli scavi in un sobborgo di epoca romana, hanno riscontrato all'interno di un pozzo tracce risalenti al 3.500 a.C, sottostanti uno strato di polvere e cenere di origine vulcanica. La scoperta è notevole in quanto prima d ora si era sempre pensato che Pompei fosse sorta durante l'Età del Bronzo, e non nel corso dell'Età della Pietra. Anne-Marie Laender Touati, a capo dello studio, ha in particolare ammesso di aver rinvenuto pezzi di legno carbonizzati e chicchi di mais che sono stati esaminati con il sistema della datazione al carbonio. «Ora intendiamo continuare gli studi - ha dichiarato Anne-Marie Leander Touati - per determinare l'estensione di questo insediamento preistorico». Recentemente, a conferma dell'arcaicità della zona, nei dintorni di Pompei, in prossimità di Longola di Poggiomarino, sono state rinvenute tracce abitative risalenti al II millennio a.C, secondo gli studiosi ciò che rimane di un porto fluviale sul Sarno. È la prima volta che in Campania si rileva una continuità di insediamento dal 1500 a.C. sino al 700 a.C. con la presenza di palafitte, finora rinvenute soltanto nel Nord Italia. Scoperte che aprono nuovi scenari e interpretazioni della storia di tutta l'Italia meridionale. La città romana di Pompei è stat distrutta da un'eruzione del vulcano Vesuvio nel 79 dopo Cristo. Ceneri vulcaniche e lapilli caddero dappertutto coprendo tutta la zona del Vesuvio e le regioni vicine. Oltre a Pompei furono coinvolte Ercolano, Stabia, Oplontis, Napoli.