L'assessore: ho dato ordine di studiare un progetto globale PADOVA La prima lettera l'avevano spedita a entrambi i candidati, quando ancora non sapevano chi sarebbe stato il nuovo primo cittadino. Ora, dopo l'esito del voto, la seconda l'hanno indirizzata a Massimo Bitonci. E dalla nuova giunta arrivano incoraggianti segnali di apertura. Loro sono i membri del Comitato Mura di Padova: le due lettere riguardano l'anello di 11 chilometri che abbraccia il centro storico, la richiesta è di riportarlo all'antico splendore (o quantomeno di iniziare a farlo). A Cittadella, Bitonci (in tandem con Giuseppe Pan, il suo successore) ci è riuscito: dopo vent'anni di lavori (e un investimento da 25 milioni), i due chilometri di spalti sono stati riaperti al pubblico, e l'intera cinta può essere percorsa a piedi. L'auspicio è che anche Padova si muova in questa direzione. «Le nostre mura meritano un'attenzione motivata, determinata e costante - si legge nell'appello al sindaco -. Va superata la pratica dell'operare pezzo per pezzo, inseguendo urgenze, emergenze o specifiche opportunità». I «protettori» delle mura, in sostanza, chiedono un progetto unitario, con un quadro di riferimento per tutti gli interventi: tra le proposte in campo, ci sono il «disboscamento» delle mura (coperte dalle erbacce in più di un punto) e il dialogo coi proprietari degli edifici adiacenti, che dovranno garantirne la visibilità. Il comitato, poi, chiede percorsi ciclopedonali più attraenti, con pannelli esplicativi per realizzare un «museo diffuso» a cielo aperto. Per quanto riguarda la manutenzione, la richiesta è di coinvolgere i quartieri, che potrebbero «adottare» i tratti di loro pertinenza. Nel quadro generale, comunque, una priorità viene segnalata: «Abbiamo visitato il Torrione dell'Arena con il Gruppo speleologico del Cai dice Fabio Bordignon, segretario del comitato -. Sotto la fontana dei pesci rossi c'è un complesso sistema di gallerie e casematte: se lo spazio fosse ripulito, potrebbe ospitare un centinaio di persone per spettacoli e conferenze. Abbiamo realizzato un progetto preliminare da 200mila euro: la cifra mi pare abbordabile». Fabrizio Boron, assessore all'edilizia monumentale, coglie l'invito al volo. «Sabato scorso ho visitato il bastione, che va sicuramente valorizzato dice -. In questi giorni ho già dato ordine al Settore competente di studiare un progetto uniforme per il recupero globale delle mura: cercheremo fondi europei e ministeriali per il turismo in stretta collaborazione con l'assessore alla cultura Flavio Rodeghiero, in parte li abbiamo già individuati». Oltre al Torrione dell'Arena, Boron punta sugli «spezzoni» di mura più visibili: «Le priorità riguardano i tratti piazzale Mazzini-porta Savonarola e Sacra Famiglia-Bassanello. Nel tratto San Massimo-porte Contarine, le mura potranno dare impulso al turismo fluviale: si potrebbe pensare a una tappa proprio sotto i Giardini dell'Arena con piccole attività commerciali inserita nel contesto, come un punto di ristoro o un chiosco di souvenir». Per Boron, le mura di Cittadella sono un punto di riferimento: «Bitonci ha grande esperienza e ha raggiunto l'obiettivo che si era prefissato - aggiunge -. Anche in questo caso, comunque, nessuna decisione verrà calata dall'alto». «Le mura hanno un valore identitario, speriamo che Bitonci sappia coglierlo e che ci metta lo stesso impegno profuso in passato osserva Bordignon -. Quelle di Cittadella sono medievali e con due sole brecce, le nostre rinascimentali e più complesse. A Padova serve un lavoro a lungo termine, che vada oltre i cinque anni di mandato: non vogliamo dare un colore politico alle mura».