BARI Ristrutturano la scuola, imbiancano le pareti e cancellano un mural d'autore. Accade a Bari, quartiere Japigia, istituto comprensivo Verga, plesso San Francesco. Le pareti, fino a qualche giorno fa coloratissime, sono oggi bianche come la calce. L'intento era forse encomiabile - ma non sempre il fine giustifica i mezzi. Certamente non in questo caso, visto che lungo la parete perimetrale della scuola correva - coloratissima - la sequenza di disegni realizzata poco meno di un anno fa da Hector Roberto Carrasco, padre del muralismo politico cileno, che a Bari arrivò in vista della realizzazione di un progetto ideato e seguito da Gianni Princigalli e realizzato grazie ai finanziamenti del Comune e di sponsor privati, dalla Taverna del Maltese all'Agenzia Morfimare Viaggi. Nel settembre del 2013 ricorreva infatti il quarantesimo anniversario del colpo di Stato con il quale il generale Pinochet pose fine in un sol colpo alla presidenza e alla vita di Salvator Allende. E con il quale sancì di fatto l'esilio di Carrasco dalla sua terra. A seguito del golpe, infatti, Mono e i compagni della Brigada Ramona Parra lasciarono il paese «in fuga dalla dittatura», giungendo infine in Italia, dove - proprio a Bari - realizzarono uno dei primi murales da esuli. Il lavoro svolto lo scorso anno a Japigia aveva dunque un grande valore simbolico. Proprio come i disegni e le frasi che a partire dallo scorso settembre decoravano le pareti della scuola San Francesco: figure di bimbi variamente colorati mano nella mano; le frasi che ne circondavano le sagome, a partire da quel «I bambini nascono per essere felici» che diede titolo al progetto e che Carrasco aveva mutuato da un verso di José Marti molto caro ad Allende, che era solito citarlo nel corso dei suoi comizi e delle sue conversazioni con il popolo. Ebbene, oggi tutti quei simboli non esistono più. Spazzati via con un colpo di pennello, potremmo dire. Che al Plesso San Francesco restituisce un'aria forse ortodossa, ma certamente più triste. E che sottrae un senso non soltanto al lavoro svolto dal regista Princigalli - giunto a Bari dal Canada a proprie spese per realizzarlo - non soltanto a quello di Mono Carrasco, non soltanto all'investimento fatto da enti pubblici e aziende private, ma anche e soprattutto al messaggio che attraverso quel progetto si era voluto passare ai bambini della scuola. Ai quali il muralista cileno aveva voluto insegnare che «ci sono bambini di tutti i colori», ma che quei bambini possono tenersi per mano, perché fra di loro non ci sono differenze. «Siete nati per essere gioiosi e spensierati», aveva detto loro a lavori terminati; «da oggi potrete dire che arrivate dalla scuola della felicità». Bé, i piccoli allievi della San Francesco adesso non possono più dirlo. «Sono scandalizzato e rattristato», commenta Gianni Princigalli. «Il murales fu inaugurato alla presenza dell'ex sindaco Emiliano e dell'ex assessore Fabio Losito ed ora lo stesso comune lo rimuove?», chiede e si chiede. La giunta oggi è cambiata. Non ci resta che piangere. E «chiamare a Decaro».