POMPEI Crolli pilotati? «Credo che si tratti di coincidenze, ma inviterei a parlare anche dei fatti positivi». Gli sponsor privati «possono integrare in modo virtuoso le risorse pubbliche, ma non sostituirle». Quanto alle agitazioni dei lavoratori, «sono rispettoso dei diritti sindacali e ho apprezzato molto le parole dei leader nazionali, in questi giorni. Non posso tuttavia non dire che qualcosa non funziona, se si tiene chiuso il sito archeologico facendo restare sotto il sole, di domenica, migliaia di turisti». Si è espresso in questi termini, sui tanti problemi di Pompei, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, intervenuto ieri pomeriggio ai lavori dell'assemblea generale dell'European Broadcasting Union, associazione delle televisioni di servizio pubblico del Vecchio continente. Una manciata di ore prima nel sito interessato giovedì dal 31esimo crollo in sei anni e stasera location dell'Orestea curata dall'Inda di Siracusa il soprintendente Massimo Osanna aveva chiuso un accordo con i sindacati sulla questione delle aperture notturne. Non è l'intesa onnicomprensiva che ci si augurava dopo le agitazioni di inizio settimana con la proclamazione di cinque giornate di assemblee, poi revocate, ma è un passo in quella direzione: il capitolo più delicato della vertenza, l'ottimizzazione del servizio vigilanza, è stato rimandato a venerdì prossimo. Per ora l'amministrazione porta insomma a casa solo il placet delle sigle sull'apertura per due ore serali, da luglio a ottobre. Anche i siti della soprintendenza vesuviana, il venerdì, dalle 20 alle 22 osserveranno l'apertura straordinaria al pubblico disposta dalla direzione per la valorizzazione del patrimonio. A Pompei ed Ercolano aderiranno in totale 29 dipendenti per un corrispettivo che va da 50 a 70 euro lordi a turno. La battaglia vera, quella che in questi giorni ha portato Franceschini ad annunciare la precettazione anche per le agitazioni dei lavoratori Mibact, è rimandata al 4 luglio. «Il sindacato spiega Enzo Feliciani, segretario nazionale di Uil Bac non ha mai avuto l'intenzione di penalizzare i visitatori. Eppure esistono problematiche molto concrete, come i ritardi nei pagamenti dei progetti di produttività, che il ministero ha il dovere di non ignorare». Antonio Pepe, ex segretario pompeiano di Cisl Bac dimissionario a seguito delle dichiarazioni del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni ma ancora in carica come rsu, torna all'attacco: «Abbiamo ritirato il pacchetto di assemblee per responsabilità, ma non intendiamo cedere sulla tutela dei diritti dei lavoratori. È bene che lo sappiano anche a Roma, dove i problemi di Pompei non sono così chiari».