La Provincia rinuncia all'ipotesi di creare una fondazione autonoma e delibera di cedere Palazzo Sant'Elia in comodato al Guggenheim di New York. L'ultimo atto dell'affaire Guggenheim vede l'amministrazione fare un passo indietro e cercare di consegnare sede e gestione alla fondazione americana. Resta da capire che fine faranno i fondi stanziati. Palazzo Sant'Elia sarà concesso in comodato d'uso alla Fondazione Guggenheim di New York. È con questa decisione che ha il sapore del colpo di teatro che il presidente della Provincia Francesco Musotto vuole scrivere la parola "fine" in calce alle complesse vicende del progetto Guggenheim in città. Che ha avuto un approdo nell'Isola difficile, e comunque variamente articolato. Dall'ipotesi della Fondazione Sant'Elia Guggenheim, infatti, si è passati alla proposta di una fondazione della Provincia distinta e separata dal celebre museo. Infine la sorpresa di ieri: il palazzo settecentesco va al Guggenheim, tout court. Scompaiono fondazioni tandem, fondazioni solitarie e altre ipotesi. Solo che questa decisione non sembra riuscire a chiudere la questione. Tanto per cominciare, la Fondazione Salomon Guggenheim di New York e il suo presidente Thomas Krens sembrano apprendere di questo inaspettato "prestito" della Provincia al Guggenheim dalla telefonata di Repubblica. E chiedono un paio di giorni di tempo per riordinare le idee e rispondere alle nostre domande. La nota della Provincia diffusa ieri riportava testualmente: «La giunta presieduta da Francesco Musotto ha deciso di ritirare l'atto deliberativo attualmente in discussione in Consiglio e relativo allo statuto della Fondazione Sant'Elia e contestualmente ha deciso la concessione di Palazzo Sant'Elia alla Fondazione Salomon Guggenheim di New York in comodato d'uso con oneri». Formula giuridica, quest'ultima, che nella sostanza vedrebbe l'impegno economico del museo americano per la gestione dell'ordinaria amministrazione. Resta da capire come verrebbero realizzate le esposizioni: se il problema era il reperimento delle risorse finanziarie per il programma espositivo triennale, adesso che la Provincia si è completamente tirata fuori dal gioco, chi provvederà a conferire i fondi? Tanto più che quelli destinati dal Ministero e già stanziati, scomparendo la Fondazione, sono destinati a svanire anch'essi. E i lavori di adeguamento agli standard museali richiesti dal Guggenheim non sono ancora terminati. Insomma, il Guggenheim rimane una patata bollente. Intanto, l'annuncio del ritiro della delibera sulla Fondazione ha il sapore della vittoria per il centrosinistra. Bernardo Mattarella, Alessandro De Lisi e Giuseppe Motisi della Margherita, Giuseppe Badali e Rosario Bonomo dei Ds, Giusi Scafidi di Italia dei Valori sono concordi nel commentare: «Non era necessario costituire la fondazione Sant'Elia per dare esecuzione all'accordo con il Guggenheim. Se anziché insistere su un'operazione costosa ci si fosse concentrati sui lavori di adeguamento del palazzo, Palermo non sarebbe ancora in attesa della prima mostra. È stata un'operazione effimera e inopportuna». Il consiglio comunale di ieri ha votato sei emendamenti soppressivi della delibera sulla costituzione della Fondazione: ma si è astenuto il nuovoPsi, perché, spiega il suo capogruppo Nino Guccione, «ritiene ancora molto confusa la delibera. E poi ci sono ben altre emergenze». La decisione di Musotto appare invece opportuna a Michele Pergolizzi di Forza Italia: «Abbiamo finalmente raggiunto l'obiettivo. Il fatto importante è che non solo la città ma l'intera regione abbiano un museo di arte contemporanea di tale fama, a prescindere da quale sia lo strumento gestionale». Già, quale?
LaProvincia getta la spugna, la parola passa al Guggenheim
La Provincia di Palermo ha deciso di cedere Palazzo Sant'Elia in comodato d'uso alla Fondazione Salomon Guggenheim di New York. La decisione è stata presa dopo aver ritirato l'atto deliberativo relativo alla costituzione di una fondazione autonoma. La Provincia aveva inizialmente proposto di creare una fondazione tandem con il Guggenheim, ma ha poi deciso di cedere il palazzo al museo americano. La Fondazione Guggenheim di New York ha espresso la sua sorpresa e ha chiesto tempo per riordinare le idee. La decisione non ha chiarito come verranno gestiti i fondi destinati al programma espositivo triennale e come verranno realizzate le esposizioni.
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