Maglia nera a Firenze per la valorizzazione dei tesori artistici. Il capoluogo toscano sarà l'unica città in Italia a rimanere chiusa domenica 1 maggio e lunedì 2 maggio dopo che l'accordo raggiunto martedì sera tra le organizzazioni sindacali Cgil e Cisl e il Ministero dei Beni culturali ha riaperto nelle altre città italiane le porte dei musei il 1 maggio. «Solo il museo di Orsanmichele rimarrà aperto», fanno sapere dalla Cgil e Enzo Feliciani della Uil aggiunge: «Aperti anche Boboli, le Ville Medicee di Poggio a Caiano, Petraia, Castello e il museo archeologico». Per il resto si replicheranno le porte chiuse del 25 aprile. Rimarranno aperti in pratica tutti quei luoghi che eranno stati aperti anche l'anno scorso in occasione della festività del 1 maggio. Per tutto il resto sarà chiusura totale. A sbloccare il braccio di ferro era stata la disponibilità del ministero a trovare le risorse per far lavorare i precari. In altre parole il ministero si è impegnato a portare a 36 ore l'orario di lavoro degli assistenti tecnici museali assunti a tempo determinato e a part time. Un'apertura che ha ottenuto la disponibilità dei sindacati. Non a Firenze. «È uno scandalo -urla Libero Rossi responsabile dei Beni culturali per la Cgil nazionale -in tutto il resto d'Italia gli scavi archeologici e i musei domenica saranno aperti, a Firenze no». Finisce sotto il fuoco della polemica il soprintendente al Polo museale Antonio Paolucci e il sindacato della Uil, colpevoli secondo la Cgil di non aver voluto trovare un'intesa. «Questa storia poi del giorno di chiusura di lunedì è una cosa che si sono inventati i soprintendenti - continua Rossi - in tante altre parti d'Italia i musei sono aperti sempre, come succede per gli scavi di Pompei. A Firenze ora il giorno di chiusura è diventato per tutti un diritto».
Firenze maglia nera, un 1 maggio con i musei chiusi
Il capoluogo toscano Firenze sarà l'unica città italiana a rimanere chiusa domenica 1 maggio e lunedì 2 maggio. L'accordo raggiunto tra le organizzazioni sindacali Cgil e Cisl e il Ministero dei Beni culturali ha riaperto nelle altre città italiane le porte dei musei il 1 maggio. Solo il museo di Orsanmichele rimarrà aperto. I sindacati hanno ottenuto l'apertura di alcuni luoghi come Boboli, le Ville Medicee di Poggio a Caiano, Petraia, Castello e il museo archeologico. Il ministero si è impegnato a portare a 36 ore l'orario di lavoro degli assistenti tecnici museali assunti a tempo determinato e a part time.
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