NELLA borgata marinara dell'Acquasanta si nasconde un piccolo tesoro. Un tesoro dimenticato dai palermitani che si trova rinchiuso tra i cancelli metallici di un residence privato. Si tratta della Grotta dell'Acquasanta, antico antro termale punico da cui sgorga la sorgente di acqua considerata per secoli miracolosa e che diede infatti il nome al quartiere. La grotta contiene anche una piccola chiesa incastonata tra le rocce risalente all'anno mille, un luogo ormai sconsacrato dedicato al culto della Madonna dell'Acqua santa, proprio perché al centro del pavimento sgorgava la fonte. Il tutto è, però, inaccessibile perché si trova all'interno di un residence privato chiuso da una cancellata e da anni sotto sequestro da parte della magistratura. Ma presto, grazie all'impegno di alcuni consiglieri dell'Ottava circoscrizione, l'antica grotta potrebbe essere restituita alla città. Nel 1871 i fratelli sacerdoti Pandolfo decisero di costruire un complesso termale dove adesso sorge il residence. Terme che sfruttavano l'acqua benefica della sorgente e che per decenni ospitarono la ricca borghesia palermitana. Negli anni Cinquanta del secolo scorso, lo stabilimento fu abbandonato, diventando preda di occupanti abusivi che all'interno della grotta costruirono di tutto, persino un'attività commerciale per la rimessa delle barche. Nel 2007 gli eredi dei Pandolfo, dopo che la Soprintendenza si dichiarò non interessata ad acquistare l'immobile, vendettero l'ex stabilimento termale all'Aedilia Venusta, società di Vincenzo Rizzacasa, che lo trasformò in un residence. Ma tre anni dopo Rizzacasa venne coinvolto in un'inchiesta da cui è stato assolto in via definitiva pochi mesi fa. Il complesso, però, resta sotto sequestro e con esso anche l'accesso alla grotta. «Io e gli altri membri della commissione dedicata a questo bene dichiara Maurizio Alesi dell'Ottava circoscrizione stiamo presentando gli atti necessari per fare rivivere la grotta e la sua "acqua santa", che oggi viene dispersa in mare». I consiglieri chiedono al Comune di avviare un dialogo con l'amministrazione giudizia- ria. «L'apertura della grotta ai visitatori dice l'avvocato Gaetano Cappellano Seminara, amministratore giudiziario del bene è possibile attraverso un accordo tra il Comune e la nuova proprietà ma finché permane la misura di prevenzione tutto resta congelato». E gli abitanti del rione attendono: «È impressionante che quest'acqua che è stata generatrice di una borgata non venga riconosciuta né storicamente né simbolicamente», afferma Claudio Perna, presidente dell'associazione "I luoghi della sorgente".