«COINCIDENZE ». Non risalgono a giovedì, ma a settimane prima, i due crolli avvenuti a Pompei alla vigilia dell'arrivo del ministro Franceschini. Il ministro è per la "pax" e vuole puntare più sulle "eccellenze" che sui misteri. Ma ad aprire la mattinata è stato il sopralluogo del direttore delle Antichità del ministero Beni culturali, Luigi Malnati. L'erba è cresciuta sui calcinacci dei due muri parzialmente crollati nella bottega del vicolo Storto nella VII Regio: episodi non recentissimi. E su questo il direttore ha presentato un report al ministro. Franceschini, incontrando i broadcaster dell'associazione europea Ebu, ha ribadito che «bisogna parlare delle cose positive che stiamo facendo»: «Non posso non dire che c'è qualcosa che non funziona se si tiene chiuso un sito come Pompei per un'assemblea sindacale e si tengono sotto il sole migliaia di turisti. Non è normale OGGI e domani due momenti importanti per la ripresa degli Scavi di Pompei, con la riapertura dopo il sequestro giudiziario del Teatro Grande per la trilogia di Eschilo sul palcoscenico del Forum delle Culture. Anche per questo si è rivelato cruciale l'esito della riunione sindacale tra il soprintendente Massimo Osanna e le organizzazioni sindacali locali su ritardi nei pagamenti, riorganizzazione del lavoro e compensi aggiuntivi. Il tavolo, non senza toni molto accesi, è durato oltre quattro ore. Ma dopo le assemblee che hanno scatenato le ire di Franceschini, si può dire sia stata siglata una tregua. Sono emerse le criticità della vigilanza, da esaminare in una nuova riunione da convocare a breve, dopo che la commissione nominata dal soprintendente consegnerà la sua relazione. Per la riorganizzazione del lavoro la proposta è di redistribuire i funzionari sul territorio, con l'affiancamento ai direttori degli scavi di funzionari architetti e archeologi per potenziare, con Pompei, anche gli altri siti. Si è discusso poi il progetto di apertura serale a Pompei, Ercolano e Stabia ogni venerdì per 2 ore da luglio a ottobre, su base volontaria e con una rotazione garantita dal personale. Presente per la Cgil il responsabile nazionale Beni culturali, Claudio Meloni. «Ha ragione il ministro a dire che a Pompei qualcosa non funziona hanno dichiarato i segretari generali Cgil e Fillea Campania, Franco Tavella e Giovanni Sannino - Noi come Cgil abbiamo preso le distanze da iniziative sindacali come quella che ha lasciato i turisti sotto il sole. «Come dare torto al ministro sul "qualcosa che non funziona" - afferma Vincenzo Monfrecola di Ugl-Intesa - non è bello vedere i turisti sotto il sole ma neanche avere a che fare con l'amianto, con il sotto organico del personale e con i muri che cadono perché, come ha supposto qualcuno, qualche custode ci mette lo zampino. Tutto ciò lo stiamo segnalando da tempo ai ministri di turno». Non è stata quindi una mattinata solo di rappresentanza, quella di ieri, con la visita dei broadcaster europei ospitati dalla presidente Rai Anna Maria Tarantola. A loro, nell'auditorium, il ministro ha rivolto un saluto "finalizzato": nessuno offuschi l'immagine di Pompei. «Le televisioni pubbliche - ha esordito Franceschini - possono fare tantissimo. La Rai sta già facendo cose importanti. Si può fare di più nel settore della cultura per far vedere le bellezze italiane. È giusto che i riflettori si accendano su quello che non funziona, però facciamo vedere anche l'Italia che tutti i cittadini del mondo, per i nostri siti archeologici, ci invidiano». Poi, pochi passi, prima di tornare a Roma, con Osanna e Nistri, e qualche battuta con i cronisti: «L'immagine che viene trasmessa al mondo è quella di un sito disastrato - ha detto Franceschini - In realtà non è così. I cantieri a Pompei sono aperti, i lavori procedono. Stiamo cercando di recuperare anni di ritardi. Il generale Nistri ed io siamo qui da qualche mese - ha aggiunto il ministro - stiamo continuando il lavoro che è stato fatto positivamente prima. Pompei è un luogo meraviglioso, non disastrato». Sul coinvolgimento dei privati Franceschini ha chiarito che sono «solo una risorsa aggiuntiva, non possono so- stituire le risorse pubbliche. I 105 milioni dell'Unione europea sono una parte importante ma non possono certo garantire interventi sulla totalità del sito che per sua natura, con 66 ettari e i 1500 edifici delle domus, sarà sempre un enorme cantiere aperto». Delle lentezze nei lavori ha parlato il direttore generale del Grande Progetto Pompei Giovanni Nistri: «Bisogna scegliere tra la burocrazia che limita e la garanzia che tutela, perché la legge prevede verifiche preventive a campione su tutte le ditte concorrenti». Intanto, ha sottolineato ancora il responsabile del Mibact, è appena stato pubblicato il bando per i 30 nuovi dipendenti di supporto ai custodi degli scavi, assunti a tempo determinato dalla Ales. Dovranno avere "almeno un'esperienza lavorativa in mansioni analoghe quale custode, addetto all'accoglienza, guida in musei o aree archeologiche".