Dopo la bufera torna un po' di sereno alla Scala. Ieri, infatti, il Cda ha approvato il bilancio consuntivo 2004 che ora va presentato ai soci fondatori il 13 maggio prima della ratificagiudicandolo «migliore delle previsioni». Ma all'orizzonte fa capolino un rosso record di 16-17 milioni per il 2005. Per. scongiurare il quale il vicepresidente della Fondazione, Bruno Ermolli, è impegnato su un doppio fronte: strappare al governo fondi supplementari (ma è appena cambiato il ministro, con Buttiglione subentrato ad Urbani) e convincere i soci privati a un maggior sostegno economico: un milione dovrebbe venire rispettivamente dalle Acciaierie Riva (nuovo socio), da Pirelli e, forse, Fininvest. Si spera di poter salire siano a 8 milioni, «Il bilancio 2004 presenta perdite inferiori alle previsioni, largamente inferiori ai 16-17 milioni che sono, in proiezione, le perdite 2005. Uno o due milioni sono stati recuperati con un risparmio di costi», ha commentato Ermolli, «Il 13 maggio l'assemblea valuterà questo bilancio e le previsioni, e qualcuno potrebbe valutare nuovi investimenti». Ermolli stava anche lavorando con l'ex ministro Giuliano Urbani per ricevere più fondi da Roma. «C'era la possibilità. Ora con un altro ministro speriamo. Credo che con Roma ci sia da fare un lungo ragionamento sui contributi attesi per risanare la situazione della Scala». Si stanno cercando fondi anche per il riassetto della Palazzina di via Verdi. Quanto agli Arcimboldi, ha concluso . Ermolli, sono «competenza del Comune. La Scala potrebbe far parte della nascente Fondazione come socio». Nessuna dichiarazione dal sindaco Albertlni, che in precedenza aveva però già detto che «i conti non sono rosei, ma neanche disastrasi», Fedele Confalonieri ha lasciato il Cda con un perentorio «è finita la storia», riferendosi al domino delle dimissioni. Assenti i sovrintendenti Lissner e Meli, con il quale si sta trattando la consensualità. Prima dell'assemblea dei soci, ci sarà il concerto di «addio» di Muti la sera del 2 maggio, e i sindacati si troveranno mercoledì 4 (quando ci sarà Rattle con i Berliner) in assemblea per la revoca degli scioperi. Di fatto andrà a estinguersi anche il ruolo del prefetto come mediatore. «Depurati dalle spese straordinarie del doppio teatro e del taglio ai fondi statali afferma Domenico Dentoni della Uil i conti sono sotto controllo». «Restano aperte le questioni delle assunzioni, del decreto Asciutti», aggiunge Nicola Cimmino, della Cgil. Che spera comunque «nei ventilati 30 milioni di cui parlava Urbani». Sugli Arcimboldi fa il punto l'assessore Stefano Zecchi. «La Fondazione deve rifarsi alla legge Veltroni, ma io vorrei che lo statuto accogliesse qualcosa di diverso rispetto alla Scala in rapporto alle competenze tra pubblico e privato». Insomma, più equilibrio. Presumibilmente continua Zecchi verrà prorogata la convenzione con la Scala che scade a giugno. Quasi certa la presenza della Scala negli Arcimboldi continua l'assessore anche per il patrimonio già fornito». Ne faranno parte Comune e Regione (che in tre anni ha tagliato il 64 dei fondi alla Scala), forse la Provincia. «La presidenza vorrei che andasse alla Regione, così il sindaco presiederebbe la Scala e il governatore gli Arcimboldi».