La domanda venne fatta nel 2006, lo stesso anno di Langhe e Roero: "Il Sud Piemonte però ha saputo lavorare unito" Via libera all'inserimento nel patrimonio Unesco per Langhe, Roero e Monferrato, ma i laghi Maggiore e d'Orta rimangono a bocca asciutta. Le due mete turistiche piemontesi erano entrate assieme a far parte della cosiddetta «Tentative list», l'elenco di potenziali siti Unesco, che vengono sottoposti al comitato dal ministero dei Beni culturali, nel 2006, ma mentre la candidatura di Langhe, Roero e Monferrato è cresciuta nel tempo e intorno ad essa hanno lavorato compatte le istituzioni, la spinta per Cusio e Verbano si è spenta. «In realtà - sottolinea il sindaco di Stresa Canio Di Milia - credo che sia stato commesso un errore, quello di puntare a un riconoscimento per una ampia fascia di territorio a cavallo tra Lago Maggiore e Lago D'Orta quando invece, forse, sarebbe stato meglio puntare al riconoscimento solo per le sole isole». «Proprio nella direzione della valorizzazione culturale e della tutela vanno le azioni che abbiamo voluto intraprendere - aggiunge Di Milia - da un lato con l'apertura di Casa Ruffoni all'Isola Pescatori e la scelta di ospitare alcuni artisti, dall'altra con l'avvio del processo per definire sulle Isole Borromee un Piano edilizio convenzionato obbligatorio». Lo strumento urbanistico dovrebbe porre un freno alla costante trasformazione, in particolare all'Isola Pescatori, di vari tipi di edifici in ristoranti e bar. La candidatura sottoposta all'Unesco nel giugno 2006 da Cusio e Verbano, in contemporanea con Laghe, Roero e Monferrato, riguardava il paesaggio del lago e le ville a cavallo tra le provincie di Verbania e Novara. «Considerata la clientela internazionale dei nostri territori - sottolinea il presidente del Distretto dei laghi Antonio Longo Dorni - il riconoscimento Unesco sarebbe sicuramente un valore aggiunto». «Ma è importante lavorare in sinergia: Lago d'Orta e Lago Maggiore insieme, sul modello di quanto hanno fatto nelle Langhe per arrivare al risultato» conclude Longo Dorni. La competizione è comunque decisamente accesa: attualmente della «Tentative list» italiana, l'elenco degli aspiranti siti Unesco, fanno parte 41 diverse realtà. Da cittadine come Parma, Lucca, Bergamo a luoghi di grande fascino come Taormina, le cave di marmo di Carrara, la parte arabo-normanna di Palermo o la città di Ivrea, intesa come realtà industriale del XX secolo.