SULLA costa della Liguria si affaccia una striscia di cemento lunga 218 chilometri e negli ultimi vent'anni i comuni hanno "occupato" quattro chilometri di litorale, alla faccia dei piani di tutela, sacrificandola alle costruzioni. E adesso sul litorale tra Ventimiglia e Sarzana rimangono 126,4 chilometri ancora liberi su un totale di 345. «Ed è su questi spazi che adesso bisogna vigilare perché sotto il peso del cemento rischiano di sparire altri chilometri di paesaggi di pregio», avverte Legambiente che ieri con Go-letta Verde ha diffuso i dati della cementificazione delle coste liguri. Legambiente chiede alla Regione che fissi immediatamente «un vincolo di inedificabilità assoluta di almeno un chilometro dal mare per tutte le aree costiere ancora libere dall'edificato», e ai comuni che si impegnino a non operare più varianti agli strumenti urbanistici. Il dossier di Goletta Verde elenca le cifre della cementificazione della costa ligure, così come è avvenuta a partire dal 1988 per arrivare al 2011. «Su un totale di 345 km di costa - da Marinella di Sarzana al confine con la Toscana, a Ventimiglia, al confine con la Francia - il 63 del totale della Liguria sul mare, cioè 218 chilometri, è stato modificato inesorabilmente da interventi edilizi negli ultimi due decenni, cancellando ben quattro chilometri di costa». Legambiente ha ricavato i dati con la sovrapposizione delle foto satellitari per fare il confronto con l'occupazione della costa come era nel 1988 e come si è evoluta nei 23 anni successivi. «Lo studio del consumo di suolo in questo periodo è importante - dicono - anche perché, almeno in teoria, sono gli anni in cui erano in vigore i vincoli della legge 4311985, la "Galasso". Malgrado questi vincoli paesaggistici sono stati cancellati in Liguria 4mila metri di paesaggi costieri, in gran parte a favore di nuove seconde case, ville e palazzi, per l'espansione di alcuni agglomerati che si susseguono lungo la costa, e per attività turistiche». Ma non è solo edilizia residenziale perché la Liguria, dice Legambiente, rispetto ad altre Regioni paga una servitù ai traffici portuali: sono 58,2 i chilometri occupati da infrastrutture portuali e industriali. «Le quattro città capoluogo di provincia, ma non solo, hanno trasformato 72 chilometri di costa in tessuti urbani densi (La Spezia, Genova, Savona, Imperia, Sanremo); mentre l'edificazione diffusa e meno densa occupano ben 88,4 chilometri - si legge nel dossier di Goletta Verde - e continua nella sua crescita e nel processo di saldatura delle aree ancora libere». Dunque, bisogna arrestare la cementificazione, sostiene Legambiente. «I paesaggi costieri sono uno straordinario patrimonio - ha detto Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente - I cambiamenti avvenuti in Liguria, come in altre regioni italiane, sono purtroppo molto rilevanti e in larga parte poco conosciuti. Anni in cui sia le regioni che il ministero dei Beni Culturali hanno sostanzialmente chiuso gli occhi di fronte a quanto stava succedendo sulle nostre coste. Oggi cambiare non solo è possibile ma anche urgente ». Come si cambia? «Occorre avere il coraggio e la lungimiranza di fissare un vincolo di inedificabilità assoluta per tutte le aree costiere attualmente non edificate per almeno 1 chilometro dal mare. E in parallelo definire una seria politica di riqualificazione di un patrimonio edilizio sia residenziale che turistico, spesso costruito con ottica speculativa, senza qualità e futuro». Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria, spiega che «soprattutto a Ponente, da Genova al confine con la Francia, la costa è caratterizzata da picco- li centri che senza una chiara scelta di salvaguardia rischiano di veder scomparire i tratti ancora liberi, cancellando aree agricole, boschi, macchia mediterranea, importantissime anche per il ruolo ambientale e climatico che svolgono. Ragionamento analogo vale per le aree a Levante, da Genova a la Spezia. Ci appelliamo per questo anche ai comuni affinché si evitino ulteriori variazioni ai Piani Urbanistici e in tutta la regione si rafforzi il metta in campo un piano di tutela della costa, agendo in maniera coordinata e sinergica».