«IO NON sono contrario all'uso privato degli spazi pubblici, ma l'errore è stato di non mettersi in condizione di partecipare agli utili». Vittorio Sgarbi commenta con ponderatezza il montare della polemica intorno alla devastazione del Circo Massimo per il concerto dei Rolling Stones. Dove ha sbagliato il sindaco Marino? «È anche giusto chiedere una cifra bassa, uguale per tutti, perché un conto è dare uno spazio ai Rolling Stones, un altro alla parrocchia. Vanno bene 8mila euro di affitto, perché lo Stato tende a svalutare il potenziale economico di profitto di luoghi che da solo non riuscirebbe a far fruttare. Ma se uno ci mette dentro gli Stones, prova subito che quello spazio è in grado di produrre valore. E se l'evento produce un profitto, allora è giusto che venga diviso con lo Stato. Se, tolte tutte le spese, guadagni due, allora uno lo dai a me. Se esponi in uno spazio la Dama con l'Ermellino, poi dividi i 200mila euro di guadagno. Si tratta di valutare caso per caso, ma di per sé non è esecrabile l'utilizzo di spazi pubblici». Il precedente più clamoroso è il concerto dei Pink Floyd a Venezia, nel 1989. «Quando si tenne il concerto, con tutte le polemiche che seguirono, io c'ero. E al pomeriggio del giorno dopo tutto era stato pulito. Quella fu una montatura creata ad arte, e il povero De Michelis ne uscì con le ossa rotte. Ma non ci fu il morto, non si trattò di un danno strutturale. In poche ore tutto era tornato a posto. Più di recente sono stato al concerto di Lenny Kravitz all'Arena di Verona e alla fine era un vero letamaio. Sono andato dal soprintendente e gli ho detto che era uno schifo. Ma lui mi ha assicurato che avrebbero pulito tutto in fretta, e così è stato». Non bisogna ostinarsi a sacralizzare i monumenti? «Soltanto se lo spazio è fragile. Ma se non lo è, perché non trarne vantaggio? Occorre però partecipare con quote al profitto dell'impresa. Palazzo Fava a Bologna non lo frequentava quasi nessuno, con l'esposizione della 'Ragazza con l'orecchino di perla' ha avuto decine di migliaia di visitatori. In quel caso non è avvenuto, perché erano già contenti che il Palazzo fosse oggetto di tanta attenzione, ma sarebbe stato giusto dividere i proventi della mostra. Anch'io a palazzo Grimani sono passato da 5 a 800 visitatori con quattro quadri del Giorgione, o con tre di Bosch. È un'occasione per andare a vedere qualcosa che altrimenti verrebbe trascurato» Il Circo Massimo non è da tutelare contro i vandalismi? «Il Circo Massimo non ha nulla che si può rompere. Se lo puoi dare per uno sciopero o per un comizio, allora perché non per un concerto? Se però il concerto produce utili, è giusto che lo Stato ne partecipi. Perché qualcuno organizza l'evento che lo Stato non sarebbe capace di mettere in piedi, ma senza quello spazio non si potrebbe fare. È una società. D'altronde nessuno ha mai detto niente sull'Arena di Verona. Che differenza c'è tra l'Arena e il Circo Massimo?» Il discorso si può estendere ad altri monumenti o palazzi? «Certo. Pensiamo a spazi meravigliosi che nessuno usa, come il teatro di Portici, o l'anfiteatro di Pozzuoli. Per l'affitto di una struttura del genere va bene chiedere 4mila euro, ma se poi mi porti Sting e guadagni 400mila euro, allora me ne devi dare la metà. È la dimostrazione che si può trarre beneficio da siti che invece vengono trascurati»
Rolling Stones, Sgarbi contro MarinoMetà del profitto spettava a Roma
Vittorio Sgarbi commenta la polemica sulla devastazione del Circo Massimo per il concerto dei Rolling Stones. Sgarbi sostiene che non è esecrabile l'utilizzo di spazi pubblici, ma l'errore è stato di non partecipare agli utili. Sgarbi suggerisce di valutare caso per caso e di dividere i proventi dell'evento con lo Stato. Sgarbi cita esempi di altri eventi, come il concerto dei Pink Floyd a Venezia e il concerto di Lenny Kravitz all'Arena di Verona, e sostiene che non ci fu danneggiamento strutturale.
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