PARIGI Contro l'invasione culturale e mediatica degli statunitensi, il presidente francese Jacques Chirac sta combattendo da tempo una vera e propria crociata. Così si moltiplicano le iniziative dell'Eliseo per preservare il francese come lingua ufficiale nelle principali organizzazioni intemazionali e nella diplomazia, ma anche per sostenere i prodotti della terra esagonale come formaggi o vino. La novità, questa volta è però il fatto che Parigi, per preservare la cultura e diffonderla, chiede l'aiuto dei partner europei. Nemico del declino e convinto che l'Ue debba giocare un ruolo prioritario negli equilibri geo-politici mondiali, Jacques Chirac ha deciso dunque lanciare al più presto due ambiziosi programmi: il primo, quello della creazione con i partner europei di una biblioteca virtuale di livello mondiale, in modo da contrastare la statunitense Google Print (lo stesso gruppo per intenderci del famoso motore di ricerca su Internet) che nel dicembre dello scorso anno ha avviato una iniziativa in questo settore. Il secondo, quello di una rete televisiva internazionale in lingua francese, che faccia da contraltare al quasi monopolio della statunitense Cnn. Ebbene, se la rete Tv (Chaìne francaise d'information internationale) dovrebbe vedere concretamente la luce entro l'anno, per la biblioteca virtuale, il processo è solo al suo inizio. Il compito del presidente della Bibliothèque na-tionale de France, Jean-Noel Jeanneney, incaricato del progetto, non è infatti semplice. Oltre ai fondi è infatti necessario reperire e associare esperti riconosciuti a livello mondiale, università e biblioteche di altri Paesi europei. Perché questo "alter ego" al progetto statunitense, come lo chiama Chirac, non si traduca in un sonoro "flop" oltre che culturale, anche finanziario. È in questo ambito, comunque, che 19 biblioteche nazionali di altrettanti Paesi dell'Ue (tra cui l'Italia) hanno firmato di recente una mozione «destinata a sostenere una iniziativa comune dei dirigenti politici europei finalizzata a una numerizzazione ampia e organizzata delle opere appartenenti al patrimonio del nostro continente». Una mozione che il Regno Unito, Paese fondamentale alla riuscita del progetto, per la ricchezza della sua letteratura e delle sue biblioteche, non ha sottoscritto, ma ha deciso di «sostenere esplicitamente». Rompendo così la solidità dell'asse anglo-americano. Sarà comunque in occasione del vertice europeo della cultura di Parigi del 2 e 3 maggio che Jacques Chirac vorrebbe dare una spinta definitiva al progetto e raccogliere, oltre alla adesioni di tutti i Paesi Ue, anche i fondi nececessari: attorno ai 200 milioni di euro. In attesa del summit, il progetto della Tv intemazionale francese avanza spedito. All'iniziativa, pubblico-privata dotata di mezzi per 30 milioni di euro, sono infatti associati pubblico e privato, vale a dire France television e Tfl (gruppo Bouygues). Mentre i dipendenti dovrebbero essere 250, oltre all'uso dei corrispondenti esteri dell'Agence france presse e di Radio France international. La lingua prescelta è naturalmente il francese, anche se Cfii proporrà, concorrenza oblige, moduli in inglese (per contrastare Cnn) e in arabo (per fare concorrenza ad Al-Jazeera).
Una biblioteca virtuale per la Ue
Il presidente francese Jacques Chirac sta combattendo contro l'invasione culturale e mediatica degli statunitensi. Ha lanciato due ambiziosi programmi: la creazione di una biblioteca virtuale di livello mondiale con i partner europei e una rete televisiva internazionale in lingua francese. La biblioteca virtuale dovrebbe contrastare la statunitense Google Print, mentre la rete televisiva dovrebbe fare da contraltare al monopolio della statunitense Cnn. Il progetto della biblioteca virtuale è solo al suo inizio, ma il presidente Chirac vuole che il processo si concluda entro l'anno. Ha anche lanciato una mozione con 19 biblioteche nazionali dell'Ue per sostenere una numerizzazione ampia e organizzata delle opere del patrimonio europeo.
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