ALTRO che "Armageddon": «La realizzazione di infrastrutture di trasporto in ambito urbano non produce solo una rottura degli assetti ma può essere occasione di riqualificazione degli spazi e produzione di nuova bellezza», dice Lorenzo Vallerini, l'architetto e docente di paesaggio incaricato dal raggruppamento dei costruttori di studiare con Comune e Soprintendenza la rinascita urbana lungo le future tramvie. Architetto, lei è convinto che alla fine il paesaggio della tramvia piacerà? «A Barcellona, Bordeaux, Strasburgo, Vancouver e anche in Italia, a Torino, Milano e Mestre, molte trasformazioni urbane hanno seguito lo sviluppo di infrastrutture coinvolgendo ampi strati di popolazione, ovviamente sempre con difficoltà e contrasti. E' una costante: un'infrastruttura per sua natura è intrusiva, occupa spazio e può "ucciderlo". Ma un progetto di paesaggio dell'infrastruttura libera altri spazi, riqualificandoli, e nuovi flussi di movimento, di contatto, di vita. Qui sta quindi la sfida: nella bellezza. A Firenze ci sono tutti i margini per vincere la scommessa tramvia, riducendo il traffico e "ricucendo" la città. Ma per non farla sentire un corpo estraneo va inserita in spazi aperti urbani e periurbani di qualità». Molti temono che interi quartieri usciranno sfigurati... «Per la progettazione degli spazi aperti lungo le linee 2 e 3 abbiamo tenuto molto in conto il disegno originario dei viali del Poggi. Così ad esempio i sottopassi per le auto di Milton e Strozzi creano ampi spazi liberi in superficie consentendo di rafforzare il sistema dei filari alberati. Molti alberi vengono tagliati ma di più ne verranno piantati, con età di 10 anni e sistemi di ancoraggio alle radici». Come cambierà via dello Statuto? «In via dello Statuto, piazza Vieusseux e piazza Leopoldo insieme ai nuovi filari di carpini, alberi resistenti e con le foglie fini per non danneggiare i binari del tram, arriveranno nuovi arredi e pavimentazioni. Nel viale Belfiore invece la stazione della linea 2 sarà circondata da arbusti, pensiamo a impiantare tigli al posto dei pini, salvando il grande cedro davanti a palazzo Mazzoni, se ci sarà la possibilità vorremmo costruire un vialetto pedociclabile lungo l'area ex Fiat... E poi le fermate: ognuna deve essere uno spazio aperto alla città». (e. f.)
"Così una infrastruttura diventa scommessa per produrre bellezza"
L'architetto Lorenzo Vallerini sostiene che la realizzazione di infrastrutture di trasporto in ambito urbano può essere un'occasione per riqualificare gli spazi e produrre nuova bellezza. Secondo lui, l'infrastruttura di trasporto può essere un fattore di cambiamento positivo per la città, ma richiede una pianificazione e una gestione attenta per non danneggiare l'ambiente urbano. Vallerini cita esempi di città come Barcellona, Bordeaux e Strasburgo, che hanno seguito lo sviluppo di infrastrutture di trasporto con successo. In Italia, a Torino, Milano e Mestre, si stanno lavorando per riqualificare gli spazi e produzione di nuova bellezza lungo le future tramvie.
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