VIALETTI in brecciolino al posto del tristissimo asfalto, prati brillanti di nuova seminatura chiusi da bordature in tufo, che ha sostituito il precedente calcestruzzo. E poi, ripristino di essenze arboree e floreali, fontane pulite che è un piacere contemplare. Dopo 15 mesi di lavori, Villa Celimontana è tornata quella dove un tempo passeggiavano Goethe e Montesquieu, cercando ispirazione tra cedri del Libano, lecci, bossi, allori, pruni e querceti, al fresco del ponentino. I lavori, effettuati in tandem da Servizio Giardini e Sovrintendenza comunale, hanno interessato un'area di 20mila metri quadrati e sono stati finanziati per 970mila euro dalla società Arcus. Un cantiere che a tanti cittadini è sembrato infinito. «Ma il tempo è stato necessario spiega l'assessore all'Ambiente Estella Marino per scongiurare l'allagamento della villa in caso di alluvioni, che ormai sono sempre più frequenti nella capitale. I nuovi vialetti, infatti, hanno retto alle ultime bombe d'acqua che hanno messo in ginocchio la città». Il problema più grande, confermano i direttori dei lavori del Servizio Giardini Vittorio Folino e Maurizio Pasquarelli, è stato proprio quello della regolazione delle acque. Per evitare che i sentieri si trasformassero in fiumi è stato usato un nuovo tipo di pavimentazione, composto di materiale calcareo con leganti naturali, privi di derivati del petrolio. Un materiale che vanta quattro qualità: è anstessa tigelo, atermico, drenante e elastico. Insieme ai nuovi sentieri, sono stati realizzati un nuovo sistema di canalizzazione e di irrigazione, quest'ultimo attivo soltanto di notte per non disturbare i visitatori. «Per gli interventi di recupero spiega Alessandro Cremona, della Sovrintendenza ci siamo basati su una planimetria demaniale del 1926, anno in cui la villa passò al governatorato di Roma e venne aperta al pubblico». Fu l'approdo finale di un percorso iniziato alla fine del 1500, quando l'allora proprietario, Ciriaco Mattei, la famiglia della piazzetta con la fontana delle tartarughe, decise di trasformarla da vigna a villa delle delizie, dandole la forma di un giardino all'italiana, con giochi d'acqua, terrazzamenti e cascate. L'acqua, che prima non c'era, fu fatta arrivare con una conduttura che partiva da San Giovanni, alimentata dall'acquedotto Felice. Ora la villa sarà preservata dagli scempi. «Villa Celimontana non è tra le location dell'Estate Romana», dichiara l'assessore Marino.
Viali ecologici e nuovi alberi è Villa Celimontana dopo il restyling
Villa Celimontana, un luogo storico a Roma, è stata restaurata dopo 15 mesi di lavori. I lavori, finanziati per 970mila euro, hanno interessato un'area di 20mila metri quadrati e hanno incluso la realizzazione di nuovi vialetti, prati e fontane pulite. Il problema più grande durante i lavori è stato la regolazione delle acque, che è stata risolta utilizzando un nuovo tipo di pavimentazione composta di materiale calcareo con leganti naturali. I nuovi sentieri e il sistema di canalizzazione e irrigazione sono stati realizzati per evitare che l'area si trasformasse in un'area paludosa. La villa, che è stata restaurata per preservarla, non è tra le location dell'Estate Romana.
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