Presidente Ordine degli ingegneri Napoli NAPOLI, Città Metropolitana: un'opportunità per grandi progetti di trasformazione e sviluppo. Non è un caso se gli ingegneri napoletani hanno promosso su questo tema, nel maggio e giugno 2013, un ciclo di incontri confrontando le esperienze di Berlino, Copenaghen, Barcellona, Torino, Venezia. Abbiamo invitato professionisti di fama internazionale che hanno portato la testimonianza diretta della pianificazione e dei progetti che, in pochi anni, hanno trasformate e rese attrattive le loro città. Dal confronto con le esperienze fatte altrove (gli atti di quegli incontri saranno presto oggetto di una pubblicazione) è emerso con più evidenza l'immobilismo di Napoli, città nella quale nulla cambia. Eppure, malgrado la sfiducia dilagante, noi professionisti vogliamo fare la nostra parte per far ripartire progetti di sviluppo, mettendo "a sistema" le competenze di cui siamo portatori. Pensiamo in positivo. Proprio nel cuore di Napoli noi ingegneri, in un'ottica di sussidiarietà, ci stiamo impegnando con una strategia di interventi che potrà essere riproposta in altre parti della città. Nel 2012 la Curia ci affida due edifici di culto rimasti chiusi per decenni: la basilica di San Giovanni Maggiore e la chiesa dei santi Cosma e Damiano. La prima è già restaurata dalla Sovrintendenza. Per la seconda abbiamo elaborato il progetto esecutivo di recupero, che ora sta per essere appaltato grazie alle risorse Grande Progetto Unesco. In San Giovanni Maggiore stiamo realizzando iniziative culturali, di turismo qualificato e sostenibile, di inclusione sociale, di servizio per le fasce più svantaggiate, di formazione giovanile, di recupero degli antichi saperi artigiani. E da dicembre 2013 questo progetto è ampliato, da tutti gli Ordini aderenti al Comitato unitario delle professioni (Cup), a una area, cuore antico di Napoli, che potrà essere volano di sviluppo per la comunità locale e poi per l'intera città. I professionisti chiamano tutti a compiere un grande sforzo per vincere il degrado, l'acquiescenza e l'immobilismo della nostra città. Non mancano altre iniziative che tentano di sbloccare l'immobilismo: nella zona orientale, per esempio, c'è la sfida del comitato NaplEst. Nell'ex Manifattura Tabacchi di via Galileo Ferraris troverà sede la residenza universitaria per gli studenti della Parthenope. E ancora, c'è il cosiddetto "grattacielo orizzontale" di via Brin che ospita Almaviva, Eccellenze Campane e una serie di start up e di società di ingegneria e architettura. Si sta inoltre portando a termine l'Ospedale del mare e anche il Teatro San Carlo aprirà nella zona orientale una propria sede per dare spazio a giovani artisti. I problemi da affrontare sono tanti e complessi. Ma se il contesto ci induce al pessimismo, deve essere l'impegno comune delle istituzioni, dell'università, degli imprenditori, dei professionisti a governare le scelte e le decisioni. Non c'è più tempo da perdere.
NAPOLI - Dal degrado del contesto all'ottimismo dell'agire
Napoli, città metropolitana, è un luogo di immobilismo, dove nulla cambia. Tuttavia, gli ingegneri napoletani vogliono fare la loro parte per far ripartire progetti di sviluppo. Hanno promosso un ciclo di incontri per confrontare le esperienze di altre città, come Berlino, Copenaghen e Barcellona, per trovare soluzioni per la trasformazione della città. Gli ingegneri hanno anche elaborato progetti per il recupero di edifici di culto, come la basilica di San Giovanni Maggiore e la chiesa dei santi Cosma e Damiano, e stanno lavorando per migliorare la qualità della vita nella città.
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