MILANO L'asta per la spiaggia rosa dell'isola di Budelli è all'atto finale. Sembra uno scherzo del destino, ma le sorti di questo piccolo gioiello del parco naturale della Maddalena colorato dal corallo rosa, saranno conosciute in questi giorni: nello stesso momento in cui risuonano le frasi di Giulio Tremonti sulla privatizzazione delle spiagge. Il 2 maggio scade infatti la prelazione che il ministero dell'Ambiente ha al proprio arco per acquistare l'isola dall'immobiliare Nuova Gallina Srl. Il dicastero ha già notificato negli scorsi giorni all'avvocato milanese Gabriele Bonatti, legale della Nuova Gallura, l'intenzione di esercitare l'opzione entro la data prevista, cioè lunedì della prossima settimana, al prezzo di 3,29 milioni di euro. L'isola, del resto, è da metà degli anni 90 tutelata dal ministero dell'Ambiente, quando l'allora ministro Carlo Ripa di Meana era intervenuto a seguito delle proteste degli ambientalisti. Il motivo? Un annuncio con cui la proprietà metteva in vendita a privati 75 ettari di terreno per 30 lotti. Dietro la Nuova Gallura, che ha comprato circa 22 anni fa l'isola dalla famiglia milanese Bragaglia, ci sono due finanziarie: la Compagnie Immobiliere Cote Paradis Sa (70) e la Compagnia Immobiliare Grandi Alberghi Ciga Sa (30), che fanno capo ad alcune famiglie di imprenditori e immobiliaristi, svizzeri ed italiani. L'isola è all'asta dall'inizio dell'anno, cioè da quando alcune delle famiglie azioniste come quella che fa capo all'avvocato svizzero Vittorio Peer avrebbe espresso l'intenzione di cedere la propria quota. In questi mesi si erano fatti progressivamente avanti imprenditori romani e milanesi prima e, successivamente, la Regione Sardegna presieduta da Renato Soru. Fino a quando, circa un mese fa la finanziaria Cofmance Co della famiglia Cocco Revelli, già tra gli azionisti della Nuova Gallura con la Compagnia Immobiliare Grandi Alberghi Ciga e nota per aver fatto un'offerta in passato per la Costa Smeralda, ha rotto gli indugi - con una proposta di 3,29 milioni. La stessa cifra che ora il ministero dell'Ambiente si appresta a mettere sul piatto per far valere la propria opzione. Un gesto quasi sul filo di lana, a cinque giorni dal termine ultimo, ritardato dalle passate vicende di governo, che mette la parola fine anche alle intenzioni di acquisto di un gruppo di imprenditori lombardi che, secondo indiscrezioni, sembra si sia fatto avanti proprio in questi giorni con una manifestazione d'interesse.