"Finalmente una persona autorevole come il vicepresidente del Consiglio dei ministri parla della necessità diun grande progetto turistico per l'Italia. Questa è una necessità che sentiamo molto anche in Sardegna». Il presidente della Confindustria sarda Gianni Biggio sottolinea un "lato positivo" nelle dichiarazioni del neo vice premier Giulio Tremonti che ha proposto di vendere all' asta tutto il litorale del Paese e,con il ricavato, pianificare il rilancio in grande stile del turismo italiano. Di tutt'altro avviso il presidente dell'Api Sarda Diego Casu. «I problemi della finanza sono certamente seri - spiega il numero uno dell'organizzazione delle pmi prima di entrare in una riunione con il candidato presidente della Provincia di Cagliari Mariano Delogu: ma è necessaria una proposta formale e non estemporaea come questa che, di primo acchito, mi sembra campata per aria. Abbiamo sempre considerato fondamentale il valore della concertazione - aggiunge e in linea di massima siamo favorevoli alle iniziative di risanamento, sviluppo e rilancio della competitività. Che si faccia una proposta seria e se ne discuta insieme. Ma in questi termini mi sembra molto estemporanea, tanto per usare un eufemismo. Abis (Confesercenti): finanza circense È molto sorpreso e preoccupato Carlo Abis, segretario regionale Confesercenti, che parla di una finanza che, da creativa, sta gradualmente diventando "circense". " Sono ragionamenti fuori da ogni ragionamenti logica di sviluppo serio -evidenzia il responsabile dell'associazione dei commercianti - e spero che si tratti solo di una battuta, ma temo che alla fine dovremo preoccuparci sul serio. Temiamo per gli effetti di un'azione del genere sulla Regione sarda in termini di autonomia, sviluppo del territorio e programmazione e pianificazione e progettazione. Non vorremmo che venissero compromessi». Secondo Abis, il fatto che manchi un programma turistico completo in Sardegna «non vuol dire che si debba andare verso la privatizzazione e la svendita del patrimonio turistico sardo. Non si tratta di finanza fantasiosa, madi finanza circense. E non si tratta di stupirsi - aggiunge -: siamo esterrefatti». Le perplessità della Confcommercio Prima di dare un giudizio, Nicola Castangia, presidente provinciale del sindacato autonomo balneari (Sib) della Fip e-Confcommercio, aspetta di sapere cosa effettivamente abbia voluto dire il ministro Tremonti. «Si parla di una vendita all'asta oppure ai concessionari esistenti? - si chiede Castangia -. Se non si capisce questo qualsiasi considerazione è una pura elucubrazione. Ma in ogni caso è difficile che i concessionari siano in grado di acquisire le spiagge: non si concilierebbe con la realtà sarda. Il ministro -aggiunge - ha parlato di vendere per cento anni di utilizzo. Significa pretendere canoni anticipati? È necessario approfondire il tema e chiarire i termini del problema». A livello nazionale il presidente del Sib Riccardo Borgo prende «atto con piacere che il nuovo governo, tramite il vice presidente Giulio Tremonti, intende affrontare il problema del rilancio del turismo italiano». Per Borgo, il fatto che la soluzione sia quella della vendita delle spiagge è un tema vecchio. Ma bisogna definire con chiarezza quali sono le superfici interessate, le modalità con cui si può affrontare l'iniziativa e soprattutto gli obiettivi. Che, secondo Borgo, non possono essere solo quelli di "fare cassa", ma di dare stabilità e rilanciare il settore. «Questo tema - spiega il presidente dei balneari - va affrontato con estrema chiarezza, avviando un confronto serio e serrato con la categoria. Noi siamo pronti a farlo con tutta la serenità, l'attenzione e la cautela che ne impone l'importanza. La questione dei canoni marittimi «Riteniamo invece che già oggi - evidenzia Borgo -si possa dare una spinta positiva al turismo balneare risolvendo una volta per tutte un prolema che grava come un macigno sul nostro settore: quello dei canoni demaniali marittimi. Abbiamo più volte affermato che non possiamo affrontare la stagione estiva senza aver risolto una vicenda che toglie serenità alle nostre imprese, ne compromette la redditività quando, addirittura, non ne attentala stessa esistenza. Una cosa è certa: la quadruplicazione dei canoni in nessuna maniera può essere minimente recuperata utilizzando la manovra dell'aumento dei prezzi dei servizi di spiaggia. Il sistema turistico italiano non solo non è in grado di reggerla ma ne verrebbe fortemente penalizzato in tutte le sue componenti». Da tempo il Sib ha chiesto al governo un provvedimento, i cui contenuti sono stati sottoscritti nel settembre scorso da tutte le associazioni di categoria, finalizzato a raggiungere gli obiettivi economici che la Finanziaria 2004 si era posta senza destabilizzare il sistema. In alternativa, è che si arrivi tempestivamente a definire, così come tutte le forze politiche in sede parlamentare hanno più volte chiesto, una proroga al 31 dicembre 2005.
Gli industriali sardi controcorrente: Almeno si parla di progetto turistico
Il progetto di vendita delle spiagge sardo per finanziare il rilancio del turismo italiano è stato proposto dal ministro Giulio Tremonti. Il presidente della Confindustria sarda Gianni Biggio ha espresso un "lato positivo" nelle dichiarazioni del ministro, ma il presidente dell'Api Sarda Diego Casu ha espresso preoccupazioni sulla proposta. Carlo Abis, segretario regionale Confesercenti, ha espresso preoccupazioni sulla finanza circense e sulla possibilità di compromettere l'autonomia della Regione sarda. Nicola Castangia, presidente provinciale del sindacato autonomo balneari (Sib) della Fip e-Confcommercio, ha chiesto chiarimenti sulla proposta del ministro Tremonti.
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