MANCAVA qualsiasi notizia sulla tela raffigurante «San Giuseppe con il Bambino tra le braccia», conservata nella chiesa di Sant'Andrea di Montebudello, a due passi da Monteveglio. Eppure allo sguardo critico e acuto di Angelo Mazza non è sfuggita, tra polvere e degrado, la qualità di una pittura fatta di velature e grande ricchezza di colori, capace di dare una particolare intensità all'abbraccio tra l'anziano padre e il piccolo, profondità allo sguardo tra le due figure. Tanto è bastato per convincere lo storico dell'arte a far restaurare la tela inserendola nel progetto «Sostegno ai saperi e alle tecnologie artistiche », promosso dalla Fondazione del Monte che in tre anni e con 150mila euro di budget è riuscita a recuperare una trentina di opere, oggetto di una mostra nella sede di via delle Donzelle la prossima primavera. Questo è in realtà un piccolo intervento, costato appena 1600 euro ed eseguito dal laboratorio di Alberto Rodella, ma che ha permesso di attribuire il dipinto a Felice Torelli, pittore bolognese attivo a cavallo tra Seicento e Settecento, fratello del famoso violinista Giuseppe. Il pubblico lo potrà ammirare nuovamente nel suo splendore nella chiesa di Sant'Andrea, dove sarà ricollocato con una breve cerimonia oggi alle 15. Un capolavoro dell'arte emiliana riemerso grazie anche al presidio delle comunità del territorio, in questo caso l'Associazione Amici dell'Abbazia di Monteveglio, in collaborazione con Soprintendenza e Confcommercio, che ha già in cantiere nuovi restauri, tra cui 16 tavole con i Misteri del Rosario, conservati nella canonica di Santo Stefano a Bazzano.