«CONDIVIDO il monito di Napolitano». A latere della mattinata col presidente, il sindaco Luigi de Magistris legge in chiave battagliera e sottilmente polemica anche l'appello di Napolitano sulla valorizzazione delle risorse artistiche. «È lo Stato che deve decidere quali sono le priorità. Noi quando si parla di cultura, di scuola, siamo sempre d'accordo». Ne consegue che «è corretto il monito di Napolitano. C'è da augurarsi che venga recepito da tutti, dal mondo laico e da quello religioso, così come dalle soprintendenze». Secondo il sindaco resta fondamentale la prospettiva di «aprire i luoghi della città per renderli accessibili a tutti, senza alcuna distinzione di censo». Inoltre «le risorse pubbliche e private possono servire per il rilancio di Napoli». Impossibile però non leggere, specie in quel richiamo alle soprintendenze, l'eco del freddo che passa di nuovo in questi giorni fra i suoi uffici e quelli del soprintendente Giorgio Cozzolino, col quale c'è stato appena un saluto di cortesia alla cerimonia, a causa dei dubbi dei beni culturali sui progetti del Comune lungo l'asse del lungomare, da Rotonda Diaz a via Partenope. A pochi metri di distanza però anche il presidente della Regione Stefano Caldoro sta in qualche modo chiamando in causa lo Stato: «Noi abbiamo straordinarie ricchezze che dovrebbero essere aperte 24 ore su 24, invece hanno tempi purtroppo di apertura molto brevi». Sicché Caldoro si dice «d'accordissimo con quanto ha detto il presidente della Repubblica », poi però nota anche lui che «c'è una politica nazionale, perché tutti i poli museali sono gestiti dal ministero e dalle Soprintendenze. C'è un problema di organizzazione, che il governo denuncia, ma non ci possiamo fermare a enunciare i problemi».