Bologna, 21 giugno 2014 - Tema: 'Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. È fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie dove nessuno ha speso tempo e denaro per far manutenzione... Spesso alla parola 'periferia' si associa il termine degrado. Mi chiedo: questo vogliamo lasciare in eredità?'. Renzo Piano. Sottotitolo: 'Magari, professor Archistar. Magari i problemi di Bologna si limitassero solo alle periferie. Svolgimento: 'La mia città era straordinaria e bellissima. Lo è sempre stata. Prima etrusca, poi romana, Bologna medioevale era una città importantissima, la conoscevano tutti in Europa, perché qui è nata la prima università del mondo. Capirà, professor Piano, che cosa significa essere ben più di Harvard appena poco dopo l'anno Mille. Qui ci stavano i cervelloni, hanno studiato per primi le leggi e la medicina. E non è che di queste cose si sia persa traccia. No, no. C'è ancora tutto, ma bisogna trovarlo, per esempio andandosi a cercare il Museo anatomico che ci teniamo segreto perché se lo scoprono i turisti ce lo copiano. Poi, quando siamo passati sotto lo Stato pontificio, i Papi ci hanno scelto e così abbiamo incoronato Carlo V e ospitato il Concilio di Trento, il che significa che l'Imperatore del Sacro Romano Impero (proprio quello dove non tramontava mai il sole) scelse San Petronio per dire a tutta l'Europa chi comandava nel 1530. C'erano lui e il Papa, che, se venisse oggi qui, immaginatevi il clamore. Ma, insomma, a parte un po' di guerre e nefandezze, qui c'erano grandi pittori come Carracci, Guido Reni, Guercino. Siamo la culla della musica, con la Filarmonica, dove arriva a studiare Mozart. Prima ci era venuto Dante, ma anche dopo: difficilmente un intellettuale europeo poteva evitare una tappa in questa città, seconda solo a Parigi per interesse culturale. E non parliamo dell'architettura, perché solo qui, rispetto al mondo intero, si sviluppa un concetto di città che si affaccia sui suoi chilometri di portici. Anche i palazzi, che sono meravigliosi, vivono in loro funzione. Ci sarebbe tanto da dire, ma bisogna pur parlare anche del presente. Manca la data, però, del giorno in cui qualcuno ha deciso di sacrificare al degrado questa città. A pensarci, manca anche il nome del colpevole. Sarà un complotto?'. Gaia Giorgetti