Lucca, 23 giugno 2014 - Gli ottimi risultati elettorali anche in provincia di Lucca, le continue polemiche nel Comune capoluogo, la cultura per rilanciare la città. Parla di questo e altro il senatore Andrea Marcucci (Pd) in un'intervista a tutto tondo. E su alcuni temi, sembra volersi togliere qualche sassolino dalle scarpe. Senatore, il Pd è oltre il 40 per cento. Siete la nuova Dc? «No, ma il partito sta realizzando la sua vocazione maggioritaria, come disse Veltroni in un comizio a Lucca nel 2008. Anche i recenti movimenti politici che ci sono a sinistra testimoniano questa vocazione. Per quanto riguarda la Dc, ricordo che aveva al suo interno forze riformatrici e conservatrici: il Pd invece ha l'ambizione di trasformare il Paese e portarlo all'approdo della modernità». Invece il centrodestra è in profonda crisi. «Non possiamo che augurarci che presto si rifondi un centrodestra moderno ed europeo, appartenente alla famiglia popolare, che possa permettere la dialettica necessaria, e quell'alternanza che in una democrazia è auspicabile. Il Movimento 5 Stelle forse puo' essere l'anima del futuro centrodestra». A Lucca, nel Comune capoluogo, alle recenti Europee il Pd ha superato il 50 per cento. E il sindaco Tambellini ha affermato che il merito è anche della sua buona amministrazione. In altri Comuni dove si votava per il sindaco, ha vinto il centrosinistra pure dove non eravate favoriti. Cosa ne pensa? E' stato l'effetto Renzi? «E' un dato politico il fatto che l'effetto Renzi ci sia stato anche sulle elezioni locali, ma sul fronte amministrativo il corpo elettorale ha saputo valutare le proposte, e in generale quelle del Pd hanno avuto positiva accoglienza anche per i buoni candidati scelti. Su Lucca invece faccio un ragionamento diverso: nel capoluogo l'onda lunga del Pd ha trovato da tempo terreno fertile in termini politici e culturali sulla proposta dell'attuale premier. Ricordiamo il clamoroso precedente del settembre 2012, dove al Caffè delle Mura arrivarono per Renzi migliaia di persone quando era candidato alle primarie. Fu il piu' grande successo di affluenza in Italia. Quindi, oggettivamente, non vedo direttamente collegato il bel risultato del Pd a Lucca con il giudizio degli elettori sull'amministrazione». Tra l'altro il rapporto tra una parte del Pd e il sindaco Tambellini è burrascoso. «Credo che un confronto tra il Pd e l'amministrazione sia auspicabile. Il documento che il partito ha presentato al Comune mi pare una buona base di confronto. Dopo di che è indubbio che fino ad oggi il sindaco e la giunta hanno avuto delle difficoltà: lo testimoniano i due rimpasti di assessori». Molti, anche nello stesso Pd, sostengono che l'esecutivo Tambellini non arriverà a fine mandato, cioè al 2017. Lei come la pensa? «Il sindaco ha il dovere di porsi come obiettivo di arrivare a fine mandato, ma certamente mi auguro che ci sia un confronto piu' proficuo con tutta la comunità». Dopo l'ultimo rimpasto di giunta, il consigliere comunale Valentina Mercanti per polemica ha lasciato la presidenza della commissione sociale, definendo deludente la nuova giunta. E qualcuno sostiene che ci sia lo zampino di Marcucci... «Personalmente ho sconsigliato la Mercanti a dare le dimissioni, ma comunque è chiaro che questo testimonia un disagio nei confronti di alcuni membri della giunta. Detto ciò sono sicuro che la Mercanti, così come tutti altri consiglieri del Pd, lavoreranno per il rafforzamento di questa amministrazione. Che pero' deve cambiare passo. Esiste un problema di realizzazione del programma. Serve uno sforzo in più». Qualsiasi sarà la scadenza, il prossimo candidato sindaco di Lucca verra' scelto con le primarie? «Le valutazioni si fanno in fondo, è assolutamente prematuro parlarne ora, ma lo strumento è certamente quello delle primarie. Il prossimo anno invece c'è l'importantissima scadenza regionale sulla quale lavorare. In questo caso, se nella nuova legge ci sarà il reinserimento delle preferenze, le primarie penso che non serviranno. Piuttosto la provincia di Lucca dovrà avere una rappresentanza nella giunta regionale toscana, che ingiustamente questa volta non ha avuto». Si mormora di una sua candidatura alla presidenza. «Lo escludo. Sono convinto del mio attuale ruolo, e ho intenzione di continuare, vista anche la fase costituente del Paese che mi dà un particolare carico di responsabilità». Una cosa che farebbe per Lucca. «La piu' grande risorsa è Puccini. I tempi sono maturi per attuare la proposta che già in passato fu lanciata da me e Baccelli di fare un'unica grande Fondazione che includa il Teatro di Torre del Lago, la casa museo di Lucca e quella di Celle oltre che il Teatro del Giglio e la collaborazione dell'istituto Boccherini. Una struttura che potrà fare di Lucca la capitale italiana della musica. Non è pensabile continuare ad avere la frammentazione di oggi. Ci indebolisce e ci toglie autorevolezza». A proposito di musica, lei è anche un appassionato di Summer Festival... «Confermo. Per il mitico concerto degli Eagles ho già acquistato a mie spese dei biglietti. Per quanto riguarda invece la vicenda della rimozione dei mini-banner dagli spalti delle Mura, vorrei capire quali sono stati i passaggi sbagliati. Non credo che si possa scaricare tutto sulla Soprintendenza...».