"Mi sono attivato per una modifica normativa che aggiunga l'apertura dei luoghi della cultura all'elenco dei servizi pubblici essenziali" INTERVISTA Franceschini: "Incalcolabile danno d'immagine" di Andrea Cangini Roma, 23 giugno 2014 - La chiusura del sito archeologico di Pompei per più di un'ora "è un ulteriore danno in termini di immagine che rischia di vanificare il difficile lavoro che tutti i livelli istituzionali, dall'Europa al Governo, al ministero, agli enti locali, sino ai lavoratori stanno facendo per Pompei. Per questo mi sono attivato per una modifica normativa che aggiunga l'apertura dei luoghi della cultura all'elenco dei servizi pubblici essenziali. Una nuova norma che consenta di ricorrere, in casi eccezionali, alla precettazione del personale per scongiurare le chiusure e tutelare i diritti dei visitatori". Lo ha detto conversando a Roma con alcuni cronisti il ministro della cultura del turismo, Dario Franceschini. "SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI" - "Il tema delle chiusure dei luoghi della cultura deve essere risolto alla radice e andando oltre Pompei", ha aggiunto Franceschini sottolineando che gli pare "infatti indiscutibile che i musei e i siti archeologici siano servizi pubblici essenziali, peraltro di grande valore e importanza". Il ministro ha infine detto, per quanto concerne Pompei, di considerare "sicuramente positivo che le assemblee dei prossimi giorni siano stata sospese in attesa dell'incontro di venerdi con la soprintendenza". INCONTRO CON I SINDACATI - "Certo che incontrerò Cgil, Cisl e Uil, stiamo già in contatto per definire la data", ha detto poi Franceschini ai cronisti che lo hanno interpellato sull'appello del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni che, questa mattina, ha chiesto un intervento del ministro per scongiurare la chiusura di Pompei. Content-break IL GARANTE DEGLI SCIOPERI - "Premesso che la legge, ad oggi, prevede che solo la tutela e la salvaguardia del patrimonio storico-artistico sia da considerarsi un servizio pubblico, credo che possa essere utile, come ha suggerito il Ministro Franceschini, discutere se ampliare le tutele, previste dalla legge 146 del 1990 sull'esercizio del diritto di sciopero, per i cittadini-utenti". Lo ha detto all'Agi Roberto Alesse, presidente dell'Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali, commentando le parole di Franceschini, secondo il quale serve una norma per "precettare il personale di musei e siti archeologici e scongiurare così le chiusure". "L'Autorità di garanzia - spiega Alesse - è disponibile, anche alla luce della sua quotidiana attività di contemperamento tra diritti costituzionali (lo sciopero e il godimento dei servizi pubblici da parte dei cittadini), all'apertura di un tavolo tecnico con il Governo ed i Sindacati, per affrontare questo tema delicato ed evitare in futuro situazioni come quella verificatasi a Pompei"
Franceschini, ira dopo lo stop a Pompei. "Verso precettazione per musei e siti archeologici"
Il ministro della cultura del turismo, Dario Franceschini, ha espresso la sua preoccupazione per la chiusura del sito archeologico di Pompei per più di un'ora, considerandola un danno in termini di immagine per il sito. Ha chiesto una modifica normativa che aggiunga l'apertura dei luoghi della cultura all'elenco dei servizi pubblici essenziali. Franceschini ha anche affermato che i musei e i siti archeologici sono servizi pubblici essenziali e di grande valore e importanza. Ha incontrato i sindacati per discutere la situazione e ha espresso la sua disponibilità a discutere con il Governo e gli enti locali per trovare una soluzione.
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