Tremonti è già riuscito a mettere in crisi la nuova coalizione. La sua proposta di vendere le spiagge del Meridione per finanziare progetti di turismo ha scatenato reazioni indignate anche all'interno di Forza Italia. «Finalmente la questione meridionale si risolve ai pubblici incanti!», commenta ironicamente il Ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu. «I padri del meridionalismo italiano - ha aggiunto - da Guido Dorso a Giustino Fortunato, Gaetano Salvemini, Antonio Gramsci, Luigi Sturzo, Giulio Pastore, Ugo La Malfa, Pasquale Saraceno e Manlio Rossi Doria, possono ora riposare in pace». Non è meno incisivo Publio Fiori, esponente di An e vicepresidente della Camera: «Se Tremonti vuole continuare su questa strada ce lo dica subito, perché allora vuol dire che questo governo ha i giorni contati». «Tremonti propone di dare le spiagge ai privati. Potremmo allora cominciare con il vendere le Alpi. Se si tratta di sistemare i conti del Paese svendendolo, allora non ci siamo». L'opposizione Dalla Cdl critiche, dall'opposizione, oltre alle reazioni negative, una serie di battute. «Ho detto che questo è un governo balneare, ma non pensavo che Castagnetti, capogruppo della Margherita alla Camera. «La Cdl si presenterà a chiedere la fiducia per un governo raccogliticcio, balneare e già traballante che pensa all'assurda ipotesi di vendere le spiagge come prima soluzione per rilanciare l'economia" gli fa eco il Preseidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio. Edo Ronchi, responsabile delle Politiche della Sostenibilità della segreteria nazionale dei Ds, commentando quella che definisce «la nuova uscita miracolistica» del vicepresidente del Consiglio Giulio Tremonti precisa: «Sono decisamente contrario ad una misura che, se avesse corso, indebolirebbe il Mezzogiorno sia dal punto di vista ambientale che dal punto di vista economico. I sindacati di categoria «Provino a vendere le spiagge e vedranno le accoglienze e i commenti che troverebbero in tutto ilMezzogiorno d'Italia», è la sfida del presidente della regione Campania, Antonio Bassolino. Mettono le mani avanti, ma con un'apertura al dialogo, i rappresentanti delle categorie interessate alle spiagge. Riccardo Borgo, presidente del Sib (Sindacato Italiano Balenari) sostiene che «l'argomento richiede prudenza e serietà. Da una parte siamo contenti che il governo si preoccupi dello sviluppo del turismo, ma dall'altra bisogna stare attenti che non si tratti di un provvedimento che miri solo afare cassa». Borgo si preoccupa di una possibile vendita al migliore offerente. Sulla stessa linea il presidente della Fiba, la Federazione italiana balneari, Renato Papagni, che ha convocazione per domani una giunta per discutere la proposta Tremonti. Secondo la Fiba il nuovo vice premier «ha valutato che il demanio ha bisogno di essere riordinato» ma Papagni attende poi di tastare il polso della categoria. Si possono incassare 13 miliardi Tredici miliardi di euro, tale è la stima del valore economico delle coste italiane. Il dato emerge dalle valutazioni dell'istituto di ricerca Nomisma e, «seppure approssimativa», la cifra equivale all'incirca all' 1 del pil. L'Italia, con il complesso delle offerte turistiche che vanta, è al quarto posto delle mete turistiche mondiali, segnala ancora nomisma, e tra le varie offerte (arte, cultura, gastronomia e via elencando), il mare la fa da padrone. «Grazie alla conformazione geografica e al clima favorevole -spiega l'istituto di ricerca - le coste italiane attraggono circa la metà dei flussi turistici, per i quali la balneazione è la principale motivazione di viaggio». Ma al di là del valore che le spiagge sono capaci di generare, prima di tutto si deve pensare a conservarle e proteggerle dall'erosione. «L'importanza delle coste come attrattore turistico viene però minacciata dal rischio incipiente che coinvolge molte aree del litorale italiano- segnala nomisma - lungo il quale i fenomeni erosivi hanno provocato danni incalcolabili al paesaggio e all'economia. Più della metà delle spiagge basse e sabbiose del nostro Paese risulta al giorno d'oggi soggetta a questi problemi».
Pisanu ironizza sull'uscita di Tremonti: Ha risolto la questione meridionale
Il Ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, ha commentato la proposta di vendere le spiagge del Meridione per finanziare progetti di turismo, definendola un'ipotesi "incisiva" e "balneare". L'opposizione ha criticato la proposta, considerandola un provvedimento che indebolirebbe il Mezzogiorno sia dal punto di vista ambientale che economico. I sindacati di categoria hanno espresso preoccupazioni sulla possibilità di una vendita al migliore offerente e sulla conservazione delle coste italiane. Secondo Nomisma, le coste italiane sono un importante attrattore turistico, con circa la metà dei flussi turistici che vengono attratti dalla balneazione.
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