LE BIBLIOTECHE sono gratuite. Nelle paninoteche si paga il consumo. Le pinacoteche sono a metà strada fra biblioteche e paninoteche. Fino a ieri alcuni musei erano gratuiti, quelli civici in modo particolare, quelli dello Stato invece no. Il ministro Franceschini ha messo ordine nella questione. Inizia con gli anziani che continuano a pagare, ma un po' meno: perché mai dovrebbe per loro il prezzo essere ridotto visto che innegabilmente hanno essi capacità di spesa ben superiore a quella degli adolescenti? È bello constatare che almeno il Ministro crede che gli anziani abbiano redditi analoghi a quelli degli onorevoli in pensione dopo una legislatura. Gli anziani che viaggiano sulla minima sono d'una opinione ben diversa. In cambio il Ministro porta avanti un'intuizione che va assolutamente condivisa. Verrà sperimentata la notte aperta fino a mezzanotte e la domenica a 1 euro solamente. Eccellente iniziativa che dovrebbe portare nei musei persone che solitamente non li frequentano. Il costo per la Pubblica amministrazione non sarà marginale poiché i custodi sono fortemente sindacalizzati e la loro presenza fuori orario richiede fondi speciali per pagare gli straordinari. Le decisione ministeriale è tempestiva ed europea; anche in Francia dal 1 giugno 2014 le domeniche nei musei sono gratuite, a eccezione del Louvre, che è la massima macchina museale della nazione. È QUESTO l'inizio d'una mutazione fra il diritto del cittadino e la gestione pubblica dei beni storici, che sono in teoria anch'essi del cittadino. La pinacoteca sarà da questo momento in poi un po' meno paninoteca e non costando nulla potrebbe prevedere un rapporto d'uso diverso. Finché si paga, per ammortizzare la cifra si va a vedere tutto, centinaia di opere in quel breve tempo fra ingresso e gonfiore dei piedi. Se non si paga si può ipotizzare un rapporto diverso, quello cioè d'andare a vedere un'opera sola, oppure un gruppo di opere fra di loro collegate, oppure ancora si può rivedere l'opera sulla quale nel frattempo si è riflettuto, ci si è magari addirittura documentati nei libri o su Internet. La pinacoteca cessa d'essere un turistodromo e diventa un luogo di godimento e di formazione. E allora perché non tenerla aperta sempre gratuitamente, visto che già il servizio lo paghiamo con le cartelle delle imposte?